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Joker di Todd Phillips: ribellarsi per esistere

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Joker di Todd Phillips: ribellarsi per esistere

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“Ci sono dei momenti in cui guardo questo mondo e penso che sia poco empatico e non c’è compassione. E credo che quello che Todd e il produttore Scott Silver abbiano fatto sia rilevante” spiega Joaquin Phoenix su Joker . Con il ruolo che lo consacra anche a Venezia 76,  e che potrebbe portarlo ad ottenere l’Oscar, dopo alcune nominations, e la Coppa Volpi ricevuta a Venezia per “ The master”. Se ce ne fosse stato ancora bisogno, Phoenix ha dimostrato di essere uno dei migliori attori viventi.

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Joker di Todd Phillips: ribellarsi per esistere

Joker di Todd Phillips: ribellarsi per esistere

Todd Phillips ha pensato a lui come protagonista del suo Joker fin da principio, ma l’attore pretendeva addirittura un’audizione prima di iniziare, come per verificare la sua idoneità.

Il personaggio, che subisce suo malgrado  un’evoluzione impressionante e violenta,  lo ha totalmente conquistato. A partire dalla sua particolare risata.

“Sono partito da qui. Ho visto dei video che mostravano persone affette da risata patologica, una disfunzione psichica che rende incontrollabile la mimica”.

Il Joker di Phillips non ha a che fare con i precedenti ma rappresenta un primo film a sè stante sul personaggio della DC Comic. 

Arthur Fleck vive con la madre in un brutto palazzo del Bronx, lavora come pagliaccio per intrattenere i bambini malati, e aspira ad essere un gran comico della stand-up comedy, magari ospitato nel programma tv diretto da Murray Franklin, un De Niro che richiama moltissimo “ Re per una notte” di Scorsese.

L’esplorazione di Fleck -Phoenix, un uomo emarginato ed ignorato dalla società, qui ambientata nei primi anni ‘80, gli anni considerati di assoluto benessere, non sarà solo uno studio deciso del protagonista, ma porterà ad un’autentica ribellione per poter esistere.

La consapevolezza di Arthur-Joaquin arriva con l’amara scoperta che anche la madre, l’unico affetto, in realtà non lo ha davvero amato :”credevo che la mia vita fosse una tragedia, ma è solo una commedia!», esplode in Joker.

Joker di Todd Phillips: ribellarsi per esistere

Joker -Todd Philips

Volevamo avere un approccio completamente nostro e non mi sono riferito a nessuna altra interpretazione del personaggio, la chiave era non riferirmi a niente” svela Phoenix, sebbene siano presenti i rimandi a pagliacci come Penny Wise o al clown killer realmente esistito negli Stati Uniti,  John Wayne Gacy. Inoltre il pagliaccio in sé è stato da sempre in parte qualcosa di sinistro.

L’interpretazione è completamente diversa , arricchita da movenze e da imprevedibili passi di danza, che stridono con l’esplosione di aggressività di Joker.  La sua forza sta nell’essere un Joker all’origine, che possa essere compreso sia che da chi segue la Marvel, sia da chi è a digiuno di comics.

Con la mostruosa e coraggiosa interpretazione di Phoenix, che per la parte ha subito anche un forte dimagrimento, pronto fisicamente e psichicamente alla discesa nella follia.  

Per il regista, Arthur “è un uomo in cerca di identità, che voleva portare gioia nel mondo. Non aveva nessuna intenzione di diventare un simbolo politico o di infiammare la società. Però finisce per prendere qualche decisione sbagliata”.

Ma allo stesso tempo si erge ad antagonista di una società che nega l’esistenza del reietto e del povero. Joaquin Phoenix ha quindi spiegato che, da “pacifista”, non è d’accordo sui metodi usati da Joker.

Il film può essere visto attraverso lenti diverse e qualcuno gli darà una lettura politica”- spiega Phillips durante la conferenza stampa-“ma Joker è soprattutto un discorso sulla mancanza di empatia che abbiamo osservato mentre lo scrivevamo”.

Joker di Todd Phillips: ribellarsi per esistere

Joker – Joaquin Phoenix

Dopo le magistrali interpretazioni di Jack Nicholson e Heat Ledger, qui ci si prefigge  di raccontare una storia più ampia che lascia una specie di insegnamento, frutto di un lavoro di squadra tra attore, regista e sceneggiatore.

Con questo film non stiamo invitando le persone a ribellarsi. Ma cerchiamo di spiegare perché la gente potrebbe, o dovrebbe, iniziare una rivoluzione” ha precisato Phillips. ”Non c’è un modo giusto per guardare questo film. Ciò che affascina del personaggio del Joker è che non ha una vera e propria storia di origini. Non c’è una specifica catalogazione” spiega dal canto suo Phoenix. 

Questo permette a noi, come spettatori, di proiettare le nostre idee di malcontento o qualunque cosa sentiamo sul personaggio.  Penso che ci siano molte cose rilevanti e spero che le persone esplorino quelle cose e ne parlino”.

Luisa Galati

Joker uscirà nelle sale italiane ad ottobre

Ecco il trailer del film:

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luindi

Giornalista pubblicista, laureata in filosofia. Sempre a caccia di novità nel campo dell'attualità, dell 'arte e soprattutto in ambito cinematografico..