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Calcio italiano e proprietà straniere. Un fenomeno in crescita

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Calcio italiano e proprietà straniere. Un fenomeno in crescita

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L’ultimo in ordine di tempo potrebbe essere Commisso e il futuro del calcio italiano potrebbe parlare… straniero!

Anche la Fiorentina potrebbe ben presto dire addio all’era dei Della Valle e ritrovarsi una proprietà straniera, con tutti i pro e i contro che ne derivano.

Al giorno d’oggi, non ci vuole certo un esperto di statistiche per notare come il massimo campionato italiano di calcio sia sempre più dominato da imprenditori e colossi stranieri.

Infatti, se anche l’attuale fase di vendita della Fiorentina dovesse andare in porto con Rocco Commisso, un miliardario a stelle e strisce che ha origini calabresi (facilmente identificabili dal nome e dal cognome), ci sarà un altro club italiano guidato da una proprietà estera.

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Calcio italiano e proprietà straniere. Un fenomeno in crescita

Photo by tookapic/ Pixabay License

Nel 2011 Di Benedetto acquistava la Roma

Una delle prime compagini a dare il via a questo vortice di acquisti dall’estero, e di salvataggi anche molto importanti di società quasi in bancarotta o comunque con bilanci in rosso, è stata la Roma. Correva l’anno 2011, quando sbarcò nella Capitale, dal Nord-America, Thomas Di Benedetto, il primo presidente americano. Successivamente, dopo quattro anni, ecco il secondo passaggio nelle mani di James Pallotta, che si è portato a casa l’intero pacchetto azionario.

Per l’Inter prima Thohir e poi Suning

Sei anni fa, invece, è stata la volta di un’altra squadra storica del calcio italiano. Stiamo facendo riferimento all’Inter: nel 2013 finì la grande era Moratti, che si convinse a cedere la squadra al magnate di origini indonesiane Erick Thohir.

I tre anni della gestione di quest’ultimo non sono andati propriamente alla grande, dal momento che i risultati sono spesso mancati e soprattutto gli obiettivi, soprattutto quello di un rilancio europeo, sono stati sempre mancati.

I problemi finanziari di Thohir hanno portato ad un altro passaggio della società: questa volta l’Inter è finita nelle mani della società privata Suning. Se fino ad ora, anche in questo caso, i risultati non sono stati quelli attesi, anche per via dei paletti imposti dal Fair Play finanziario, con l’ingaggio in panchina di Antonio Conte cambiano anche le prospettive per la squadra nerazzurra.

Sono state quindi confermate le previsioni della vigilia nella gara decisiva contro l’Empoli, dove ci si aspettava una partita con diversi gol, l’Inter si è presa la seconda qualificazione in Champions League consecutiva e l’anno prossimo, con l’ex tecnico della Juventus a guidarla, potrà sicuramente fare bene sia in Europa che in campionato.

Il Venezia di Tacopina

Non solo Roma, Inter e probabilmente, a breve, Fiorentina: nel 2014 anche il Venezia ha cominciato a parlare straniero. Dopo l’avventura di Bologna, l’imprenditore americano Tacopina ha preso in mano la squadra lagunare, ripartendo dalla Serie D, dopo che il progetto del magnate russo Korablin non ha portato alcun risultato di rilievo. Il percorso, però, è stato ottimo, visto che il Venezia è riuscito a raggiungere la serie cadetta.

Il Milan: da Li Yonghong al fondo Elliott

Anche il Milan, dopo l’addio a Silvio Berlusconi, ha deciso di voltare pagina con una proprietà straniera. Prima il cinese Li Yonghong, un magnate che lavora nell’ambito del packaging e nel settore delle miniere, poi è arrivato il turno del fondo di investimento a stelle e strisce Elliott.

Quest’ultimo ha rilevato la società dopo che Li Yonghong non aveva adempiuto ai suoi doveri, non rimborsando i 32 milioni di euro che erano stati dati in anticipo dallo stesso fondo per provvedere ad un aumento di capitale.

Anche il Parma nel gruppo di proprietà straniere, ma…

Nel 2017 anche il Parma era stato venduto ai cinesi: in quel momento, la compagine emiliana stava militando in Serie B. La presidenza era stata affidata ad un vero e proprio magnate, Jiang Lizhang, a capo della Desport, una delle aziende più importanti in tutto il mondo per quanto riguarda lo sport business.

Ebbene, a ottobre di un anno dopo, l’idillio era già terminato, dal momento che la proprietà cinese ha lasciato spazio ad una cordata, denominata “Nuovo Inizio Spa”, tutta italiana. Infatti la nuova proprietà è composta da imprenditori della zona parmense. 

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Massimo Dallaglio

- Giornalista Ordine Nazionale Giornalisti Roma N° 111329 - Laurea in Sociologia Università di Bologna