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VENEZIA 73 TRA GLAMOUR E IMPEGNO – I FILM IN PROGRAMMA

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VENEZIA 73 TRA GLAMOUR E IMPEGNO – I FILM IN PROGRAMMA

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Ormai manca poco: alle porte di Venezia 73  (31 agosto – 10 settembre), il prossimo evento internazionale dedicato al cinema, fervono gli ultimi preparativi. In apertura, il 31 agosto a “rompere il ghiaccio” stavolta sarà il musical “La La Land”  di Damien Chazelle, con Emma Stone e Ryan Gosling, mentre la kermesse chiuderà con il western “The Magnificent Seven”, un classico reinterpretato da Antoine Fuqua, con Denzel Whashington e Ethan Hawke. 

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La parte del leone – è il caso di dirlo, pensando ai Leoni d’oro –  la faranno i grandi nomi della cinematografia mondiale: a partire da Wim Wenders con “Les beaux jours d’Aranjuex” , a Pablo Larrain, già premiato lo scorso anno, presente a Venezia 73 con “Jackie” , lungometraggio in cui Natalie Portman si trasformerà in nientemeno che Jacqueline Kennedy, “The  light between oceansdi Derek Cianfrance con Alicia Vikander e Michael Fassbender, Rachel Weisz, Emily Barclay.

VENEZIA 73 TRA GLAMOUR E IMPEGNO - I FILM IN PROGRAMMA

VENEZIA 73 TRA GLAMOUR E IMPEGNO – I FILM IN PROGRAMMA

Ma non è finita; gli estimatori del regista Terrence Malick saranno certamente entusiasti per “Voyage of time”, una sorta di  ambizioso documentario sul senso della vita, narrato dalla voce di Cate Blanchett. Emir Kusturica tornerà in laguna grazie a  “On the Milky Road” (tit. orig. Na Mlijecnom putu) con Monica Bellucci. Quest’ultimo film trae origine dal cortometraggio “Our Life“, scritto dal regista Kusturiča insieme alla figlia Dunja.

Il soggetto è una storia d’amore tra un uomo (Emir Kusturiča) e sua moglie (Monica Bellucci), il tutto ambientato in una zona montuosa della Serbia; si tratta di un film allo stesso tempo concettuale e violento. Un film d’amore e un film di guerra. Un lungometraggio in tre parti, come la vita. Altri titoli di richiamo saranno  “Rai (Paradise)” di Andrei Konchalovsky, “Frantz” del francese François Ozon, film in costume con Pierre Niney per protagonista.

Non manca l’Italia in concorso per il Leone d’oro con una triade: Piuma dell’anglo-pisano Roan Johnson, che parla di disagio giovanile,  “Questi giorni” di Giuseppe Piccioni con Margherita Buy, e il documentario che parla d’immortalità “Spira Mirabilis”, dei milanesi Massimo D’Anolfi e Martina Parenti. Presente al Lido di Venezia anche Tom Ford con il suo “Nocturnal animals”, film che vedrà protagonisti Jake Gyllenhaall, Amy Adams, e Michael Shannon.

Il film si rifà al romanzo “Tony and Susan” (1993) di Austin Wright,  la cui protagonista è una donna di nome Susan -Amy Adams- che riceve dall’ex marito un manoscritto dal nome “Nocturnal animals”, che racconta le avventure tragiche di Tony -Jake Gyllenhaall- e la sua famiglia. Tom Ford, nato nel 1961 a Austin, è alla sua seconda regia dopo il successo di “A Single Man” del 2009, che fu in concorso a Venezia 66, e conquistò la Coppa Volpi per il suo protagonista, Colin Firth. Probabilmente susciterà curiosità e repulsione The bad batch”  di Ana Lily Amirpour, con Keanu Reeves e Jim Carrey, -il quale sfilerà sul red carpet- : il lungometraggio racconta di una comunità di cannibali in una realtà post-apocalittica.

La la land in apertura a Venezia 73

La la land in apertura a Venezia 73

Inoltre non mancherà l’America Latina, che l’anno scorso ha visto il Leone d’oro e non solo:  il messicano Amat Escalante presenterà “La región salvaje”, mentre gli argentini Mariano Cohn e Gastòn Duprat “El ciudadano ilustre“, accompagnati  dall’esordiente cileno Christopher Murray con “Il Cristo ciego”.

La giuria internazionale capitanata dal britannico Sam Mendes giudicherà anche “Brimstone” dell’olandese Martin Koolhoven con Dakota Fanning , e l’imponente “The Woman Who Left” – durata: 226’- del filippino Lav Diaz. Venezia 73 è un mix geografico in cui troneggia molta America sia del Nord, che del Centro e del Sud, l’Europa con triadi dall’Italia e dalla  Francia, ma con  meno Asia rispetto a precedenti edizioni.

L’Italia  non sarà racchiusa soltanto nel trittico concorrente:  in programma per la nuova sezione Cinema nel giardino ,  Gabriele Muccino presenterà il suo nuovo L’estate addosso , e Michele Santoro, stavolta nel ruolo di regista, porterà il documentario Robinù. Per la sezione fuori concorso Kim Rossi Stuart porterà “Tommaso” di cui è regista e protagonista, con Jasmine Trinca e Cristiana Capotondi,  e Francesco Munzi proporrà il documentario “Assalto al cielo”. In concorso a Orizzonti, sezione parallela dedicata alle opere cinematografiche più sperimentali,  la documentarista Federica Di Giacomo con “Liberami” e “Il più grande sogno” di Michele Vannucci .

A incorniciare quella che si preannuncia come una grande edizione sia per il glamour che per l’impegno, le sezioni collaterali, Settimana Internazionale della Critica e Venice Days – Giornate degli Autori. La prima, quest’anno con una giuria commissionata da Giona Nazzaro, darà spazio ai debuttanti grazie ad un’offerta di film di ogni continente, in cui rientra anche la giovane torinese Irene Dionisio conLe ultime cose”.

La seconda sezione, una specie di vetrina cinematografica parallela alla 73.Mostra, vedrà sugli schermi lagunari il terzo film del napoletano Edoardo De Angelis con “Indivisibili” sul caso di due sorelle siamesi,  La ragazza del mondo” dell’esordiente Marco Danieli,  “Vangelo” dell’autore cine/teatrale Pippo Delbono, e il film documentario di Enrico Caria “L’uomo che non cambiò la storia”, liberamente ispirato al diario dell’archeologo e storico dell’arte Ranuccio Bianchi Bandinelli “Il viaggio del Führer in Italia“, e realizzato grazie alle immagini d’archivio dell’Istituto Luce – Cinecittà.

L’idea per la prossima Venezia 73 è quella di consegnare al pubblico del festival “un cinema che non intende cedere le armi alla volgarità imperante, non si adegua alle semplificazioni del prodotto ‘usa e getta’, non rinuncia ad essere racconto del presente, divertissement intelligente, spettacolo per molti”, ha dichiarato Alberto Barbera, riconfermato alla direzione della kermesse da Paolo Baratta, presidente di Biennale.

Dawn of the Dead – European Cut per Venezia Classici

dawn of the dead - G. Romero

dawn of the dead – G. Romero

Sarà proiettata a mezzanotte di venerdì 2 settembre, in Sala Giardino in prima mondiale la copia rimasterizzata in 4K del capolavoro di George A. Romero Dawn of the Dead – European Cut [Zombi, 1978] (Usa-Italia, 115’), nella versione montata e curata all’epoca da Dario Argento per il mercato europeo con le musiche dei Goblin.

Per gli appassionati di film horror, sarà irrinunciabile assistere alla presentazione dello stesso Dario Argento, produttore del film, e di Nicolas Winding Refn, grande estimatore di Dawn of the Dead e supervisore del restauro in alta definizione. “Dawn of the Dead – European Cut”, cult del cinema horror alle origini dell’iconografia moderna dei morti viventi celebrata nella serie tv “The Walking Dead”, è incluso nella sezione Venezia Classici della 73.

Mostra di Venezia, e sarà proiettato in una versione rimasterizzata in 4K, realizzata da Koch Media in collaborazione con Norton Trust e Antonello Cuomo. Dawn of the Dead [Zombi, 1978] è il secondo capitolo della quadrilogia sui morti viventi creata da George A. Romero nel 1968 con La notte dei morti viventi (Night of the Living Dead), ai quali avrebbero fatto seguito Il giorno degli zombi (Day of the Dead, 1985) e La terra dei morti viventi(Land of the Dead, 2005).

 Dario Argento su Dawn of the Dead [Zombi]

“Sono particolarmente contento che Zombi venga riproposto dopo tanti anni. La Titanus, il distributore dell’epoca lo vedeva come un film molto strano, troppo movimentato: la musica era troppo estrema, pensava che sarebbe andato male e io ero un po’ impaurito da questa profezia orribile. Non sapevo che fare e allora dissi: «Vabbé, facciamo la prima a Torino che è una città che amo, perché ci ho fatto Profondo rosso; se va male lì, lo leviamo di mezzo». Era un venerdì pomeriggio e sono andato al cinema abbastanza terrorizzato; ma ricordo che venendo dall’albergo vedevo un sacco di gente e pensavo: allora la cosa non va male!… e infatti quando sono arrivato era pienissimo; sono entrato e ho ringraziato tutti di essere venuti. Il film arrivava dopo una lunga serie di disavventure in Italia, perché in censura mi fecero tagliare un sacco di scene e allora lo ritirai. Quello che mi chiedevano di eliminare era troppo; pensai, addirittura, che il montaggio sarebbe stato poco comprensibile e allora feci dei piccoli tagli, dei piccoli raffazzonamenti, e riuscii ad ottenere una procedura d’urgenza (di solito la censura rivede i film anche dopo sei mesi). Quando il film finalmente uscì ottenne un divieto ai minori di diciotto anni che, per me, era abbastanza grave, perché lo avevamo fatto pensando a un pubblico di ragazzi… Ho un ricordo meraviglioso di Zombi che è stato così importante per la mia carriera e per quella di George”.

Nicolas Winding Refn su Dawn of the Dead [Zombi]

“Ho sempre considerato Dawn of the Dead, ovvero Zombi, un chiaro esempio di grande cinema, allo stesso tempo innovativo e oltraggioso. È il più estremo e affascinante affresco sul consumismo americano mai portato sullo schermo e non esiste nient’altro di simile. Lo considero un grande onore presentare il restauro in 4K di questo capolavoro nell’edizione 2016 del Festival di Venezia, un luogo a me sempre molto caro”.

 Dawn of the Dead [Zombi] sarà disponibile il prossimo autunno in Blu Ray 4k, Blu Ray e DVD, per l’etichetta Midnight Factory, all’interno di un cofanetto con contenuti extra, che conterrà anche le altre due versioni del film (la Extended e la Theatrical), anch’esse in alta definizione.

Sezione Venezia classici

The Nights Of Zayandeh-rood 9

The Nights Of Zayandeh-rood 9

Il film d’apertura della sezione Venezia Classici alla 73. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica è Shabhaye Zayandeh – rood (The Nights of Zayandeh – rood) di Mohsen Makhmalbaf (giovedì 1 settembre, ore 15.00, Sala Giardino; venerdì 2 settembre, ore 09.30, Sala Volpi). Si tratta di un film che il regista realizzò in Iran nel 1990. All’epoca, il comitato di censura iraniano stabilì che il film andava contro lo spirito della rivoluzione iraniana e di conseguenza tagliò 37 minuti del negativo originale. Della versione mutilata fu comunque vietata in seguito qualsiasi proiezione pubblica, così come fu negata la possibilità di realizzare copie del film. Nel 2016 alcune parti del negativo originale sono state recuperate presso gli archivi del comitato di censura iraniano. La copia, restaurata dallo stesso Makhmalbaf, dura 63 minuti invece degli originali 100. Le parti mancanti sono irrimediabilmente perdute.

Mohsen Makhmalbaf ha inviato il seguente testo, in cui racconta la vicenda legata a questa pellicola: 

“Ho girato The Nights of Zayandeh-rood nel 1990 (26 anni fa) in Iran. Dopo aver visto il film, il comitato di censura iraniano mi chiese di tagliarne 25 minuti per ottenere il permesso per la proiezione. Mi rifiutai di accettare i loro ordini. Ciononostante il comitato stesso, ignorando la mia richiesta, tagliò quei 25 minuti dal negativo originale. Ero così distrutto e frustrato, che non potevo pensare di vedere il film col pubblico al cinema. Sarebbe stato come vedere il corpo mutilato e deturpato di una cosa vivente sullo schermo. Alla notizia della censura, accorsero in decine di migliaia per assistere alla prima del film al festival di Fajr in Iran. Il giorno della proiezione, si formarono code chilometriche fuori dal cinema. Qualcuno aveva addirittura aspettato fuori tutta la notte, dalla sera alla mattina successiva, per essere sicuro di entrare e vedere il film. A quelli che riuscirono a vederlo, il film piacque, e venne percepito anche il messaggio che stava dietro. Nella pellicola, videro l’orribile e triste futuro verso il quale li stava portando il governo islamico. Dopo il festival, il comitato di censura mi chiese di tagliare ulteriori 12 minuti del film, le autorità ridussero i 100 minuti originali del film in una versione di soli 63 minuti! Dopo il festival il film divenne celebre e molti ne domandarono la proiezione. Tuttavia, la linea dura dei media appartenenti allo Stato mise me e il film sotto costante attacco e accusa per sei mesi di fila! Qualcuno domandò anche la mia esecuzione. Infine venni arrestato dalla polizia segreta e, dopo lunghe ore di interrogatorio, tutto il materiale del film venne sequestrato. Da ultimo, il leader supremo iraniano volle vedere il film. Poi lo accusò di essere contro gli obiettivi rivoluzionari e di rappresentare una minaccia alla sicurezza nazionale. Per questo bandì il film e diede il negativo mutilato al comitato di censura, perché fosse tenuto per sempre negli archivi. In seguito, The Nights of Zayandeh-rood non uscì mai dagli archivi per essere proiettato in alcun festival. Non poteva nemmeno essere proiettato al pubblico. Ventisei anni dopo (nel 2016), il negativo esistente è stato rubato e salvato dagli archivi della censura. (…) Dopo ventisei anni nonostante le mutilazioni, la storia e la struttura principale rimanevano quasi indenni, e la storia e il significato non erano perduti. Sono riuscito a rendere il film pronto per la proiezione e l’ho inviato alla Mostra del Cinema di Venezia. Tuttavia la Mostra aveva chiuso le iscrizioni ed era pronta ad annunciare la selezione, e non potevo aspettarmi di avere alcuna chance di essere selezionato quest’anno. Tuttavia, qualche ora dopo aver spedito il film, ho ricevuto la seguente mail da Alberto Barbera, direttore della Mostra di Venezia: “Ho appena finito di vedere il tuo meraviglioso film e sono profondamente commosso! È davvero forte, audace e toccante. Sapere che il film è stato massacrato e ridotto a 63 minuti mi fa impazzire! Posso solo immaginare quanto più grande fosse la versione originale. Voglio senza alcun dubbio presentarlo a Venezia…” Dopo aver letto le parole di Alberto Barbera, ho sentito il film rinascere. Mi è tornato in mente quel giorno, così tanti anni fa, quando il leader supremo iraniano aveva mandato qualcuno da me. Il suo messaggero era un uomo del clero (Mullah) ed era lì per minacciarmi di morte. Gli ho risposto: “È facile far tacere il regista, ma è impossibile sopprimere il cinema” “.

 Di Luisa Galati

per ulteriori informazioni e curiosità:

Il trailer di ” The light between oceans”

http://www.labiennale.org/it/cinema/index.html

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luindi

Giornalista pubblicista, laureata in filosofia. Sempre a caccia di novità nel campo dell'attualità, dell 'arte e soprattutto in ambito cinematografico..