Home / Arte / Cinema e Teatro / Attori / The Lady: il nuovo film di Luc Besson

The Lady: il nuovo film di Luc Besson

Link Sponsorizzati


The Lady è la storia contemporanea di una delle poche eroine attualmente in vita: Aung San Suu Kyi. Girato da Luc Besson, già regista di “Nikita”, “Il quinto elemento” e “Léon” nonché produttore del bellissimo documentario Home-La nostra Terra, che ha deciso di narrarne sì la vicenda politica ma soprattutto quella umana.

Link Sponsorizzati



Link Sponsorizzati


The LadyCresciuta e sposata in Inghilterra, nel 1988 San Suu Kyi (The Lady) è stata costretta a rientrare in Birmania per prendersi cura della madre malata proprio nel corso delle proteste studentesche e delle atroci repressioni attuate dal regime militare. Contattata dal fronte per la democratizzazione Birmano, non esita nell’accogliere la sfida di guidare la lotta per la democrazia.

Nel 1990 Aung San Suu Kyi vince le elezioni con la maggioranza assoluta ma subito dopo viene sciolto il parlamento e lei viene messa agli arresti domiciliari, situazione in cui rimarrà fino al 1995 per poi venire rilasciata e successivamente arrestata varie volte.

The Lady di Luc BessonDal 1988 San Suu Kyi non ha mai voluto lasciare la Birmania, nonostante questa scelta fosse ampiamente caldeggiata dai militari, per non correre il rischio di non poter più ritornare. Questa scelta ha comportato molte rinunce, come crescere i suoi due figli e stare al fianco del marito durante i suoi ultimi giorni di vita, prima che morisse di cancro nel 1999. Per questo motivo “The Lady” può anche essere considerato un film d’amore che, usando le parole di Luc Besson, dimostra come se è vero che dietro ogni grande uomo c’è una grande donna, è anche vero che dietro a una grande donna sovente c’è un grande uomo. Proprio come nel caso di Michael Aris, marito devoto e innamorato di Aung San Suu Kyi , capace di un amore sconfinato e straordinario fino all’ultimo. David Tewlis (già Remus Lupin in “Harry Potter”) che ha interpretato Michael, o Mikey come amava chiamarlo San Suu Kyi, ha affermato: “Al mio personaggio sono stati richiesti sforzi immensi per la lotta del popolo birmano: ho cercato di comprendere come un uomo possa fare tanto. Ho visto il suo sguardo e ho capito che era l’amore la sua forza”.
Il film uscirà nelle sale italiane il 23 marzo, con il patrocinio di Amnesty International, proprio pochi giorni prima delle elezioni che si terranno in Myanmar il primo di aprile e che vedono Aung San Suu Kyi come candidato privilegiato, salvo ulteriori evoluzioni della critica situazione politica.

“Da anni Aung San Suu Kyi lotta senza ricorrere alla violenza. Il cammino è molto più lungo ma alla fine, se riuscirà a diventare il primo ministro, sarà una lezione  per tutto il mondo”.  Luc Besson.

The Lady di Luc BessonDurante la produzione del film il regista ha dovuto confrontarsi anche con i militari birmani che ovviamente non apprezzavano il suo lavoro in Myanmar e che hanno infatti proibito la proiezione del film nelle sale del paese. Per quattro anni della sua vita Luc Besson ha inseguito San Suu Kyi per comprendere meglio la sua storia e ora pare che abbia deciso di concludere la sua carriera cinematografica con questo film che gli ha trasmesso moltissime emozioni e lo ha aiutato a cambiare la sua stessa persona.

Di Giacomo Savonitto

Share the joy
  • 11
  •  
  •  
  •  
  •  
    11
    Shares

Massimo Dallaglio

- Giornalista Ordine Nazionale Giornalisti Roma N° 111329 - Laurea in Sociologia Università di Bologna