Mia Goth as Sara and Dakota Johnson as Susie star in Suspiria

Suspiria di Luca Guadagnino

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Berlino, 1977. Sono gli anni in cui infuria la rabbia della RAF. Il muro è una realtà tangibile. In questo contesto è inserito l’omaggio filmico di Luca Guadagnino a un regista che considera tra i suoi più grandi maestri, Dario Argento. Non a caso lo ambienta nel ’77, anno di uscita di “Suspiria“. E certamente ” Suspiria” non poteva esserne la copia identica.

Il lavoro del regista di origini palermitane è complesso: ripensare il film attraverso la memoria e renderlo attuale e personale. La storia la conosciamo tutti; Susie Bannion, qui interpretata da Dakota Johnson, arriva a Berlino – non più a Friburgo – ed entra come ballerina in una famosa accademia di danza, con la chiara allusione nel nome di Markos tanz. .

Il posto si rivelerà un covo di streghe capitanate nella sala prove da Madame Blanc, una misteriosa ed eterea Tilda Swinton, che mentre si muove e coreografa ricorda molto Pina Bausch A differenza del crescendo di scoperte terrificanti del film originale, il lungometraggio di Guadagnino non ha segreti. Tutto si svela da principio, le streghe e la loro sete di sangue, anche se l’ambientazione perpetua quel gioco di enigmi insoluti cari ad Argento. Perfino la scuola di danza appare totalmente diversa, chiusa e impenetrabile dall’esterno nella visione di Dario, tutta vetrate e aperta sulla realtà quella ricreata ora.

Le streghe ora sono nel mondo reale, metafora delle violenze e dei mali del nostro mondo, con il sottofondo degli scontri studenteschi della capitale tedesca.

Suspiria di Luca Guadagnino
Mia Goth as Sara and Dakota Johnson as Susie star in Suspiria

Insieme allo sceneggiatore David Kajganich,  Guadagnino esplora “ mater suspiriorum” attraverso un antico mosaico diviso in sei capitoli, in cui si intrecciano due realtà narrative; la cronaca del terrorismo e le vicende interne al mondo dell’accademia di danza e delle danzatrici.

” Se non fosse stato per Dario Argento, non sarei qui oggi” ammette il regista in conferenza stampa” il mio film parla del terrore: Il terrore della morte , il terrore dei rapporti con gli altri, il terrore del femminile. La danza era importante, non un orpello, ma è il veicolo utilizzato come linguaggio della trascendenza della magia”

Suspiria di Luca Guadagnino
Tilda Swinton as Madam Blanc stars in Suspiria

La danza riveste gran parte del racconto e lo trascende fino ad arrivare nelle zone dell’inconscio, trasfigurandosi in un codice orrorifico, degno di rimembranze anni ’70 d’horror all’italiana.

L’intento di omaggiare Argento è riuscito, il lavoro che ne esce è del tutto personale e regala momenti di tensione, ma non impaurisce.

Non c’è quel profondo senso di angoscia che si respirava nella vecchia Friburgo. Soprattutto nella parte finale, il tema si sfilaccia e risulta un po’ troppo dilatato.

Forse i suoi 152 minuti avrebbero potuto essere un po’ alleggeriti, sebbene l’opera dilati più o meno consciamente i tempi e gli spazi fin da principio, per dare quella sensazione di trasporto verso l’inconscio. E in effetti è questo il filo rosso che lega tutto il film, grazie ad un incipit interpretato da Lutz Ebersdorf, il dottor Klemperer, psicologo che cercherà di aiutare le ragazze a liberarsi dai malefici.

La voce dei Radiohead, Thom Yorke, ha composto le musiche del remake del celebre horror.

“C’è una forma di ripetizione in musica che diventa ipnotica”, ha dichiarato il musicista“sembra una specie di incantesimo, così quando ero in studio era ciò a cui stavo pensando, fare degli incantesimi. Stavo sperimentando una libertà che non avevo mai provato prima. Non ho lavorato seguendo la forma canzone, con gli arrangiamenti. Ho solo esplorato”.

Le riprese hanno avuto luogo a Berlino e a Varese. Co-finanziato dagli Amazon Studios con K Period Media (“Manchester By The Sea”), Suspiria racchiude nel cast oltre alla straordinaria Tilda Swinton,e la protagonista Dakota Johnson,Mia Goth (vista ne”La Cura del Benessere”) e Chloë Grace Moretz. ma la vera chicca è ritrovare Jessica Harper, la piccola e dolce Susie di Dario Argento, che incarnava fisicamente la sua idea di donna bambina, persa in un mondo malefico di cui non poteva decifrare gli incantesimi.

Luisa Galati

 

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