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UNA RICERCA DIMOSTRA CHE SEMBRA POSSIBILE INVERTIRE L’INVECCHIAMENTO

L’invecchiamento potrebbe essere rallentato, sono stati fatti ringiovanire topi anziani: La loro vita è stata allungata del 30%

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UNA RICERCA DIMOSTRA CHE SEMBRA POSSIBILE INVERTIRE L’INVECCHIAMENTO

Una recente ricerca sembra dimostrare che l’invecchiamento potrebbe essere controllabile. I ricercatori, tramite una terapia genica, hanno fatto ringiovanire alcuni topi.

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I segni del tempo che si manifestano sui tessuti umani, come: rughe e capelli bianchi potrebbero essere tenuti sotto controllo.

Infatti un recente esperimento di terapia genica sembra essere stato in grado di “riprogrammare” l’orologio genetico interno delle cellule di alcuni topi:  in sei settimane, le “cavie” sono visibilmente ringiovanite;  trovandosi migliorati cuore, sistema vascolare, muscolare, pancreas e altri organi e aumentata la solidità della colonna vertebrale e aspettativa di vita.

TELOMERASI

Già anni fa si era identificato nella telomerasi l’enzima dell’immortalità: un enzima che svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’integrità del DNA durante la replicazione delle cellule.

Sembra che sia partita dalla studio dei meccanismi che regolano la funzione della telomerasi la ricerca che ha prodotto un rallentamento dell’invecchiamento cellulare nei topi.

I telomeri, segmenti di DNA posti alle estremità dei cromosomi, vengono pian piano ridotti in seguito ad ogni replicazione del DNA. Il progressivo accorciamento delle estremità dei cromosomi a ciascuna divisione risulta in un numero limitato di divisioni prima che la cellula muoia.

Tuttavia questo processo che è alla base dell’invecchiamento cellulare non avviene in modo eguale in tutto i tessuti umani, infatti solo pochi tessuti umani, come il midollo osseo e l’epidermide, sono in grado di produrre la telomerasi.

LA RICERCA

Una nuova ricerca pubblicata su Cell, sembra dimostrare che l’invecchiamento cellulare non sia inevitabile, ma che i suoi sintomi possano essere in qualche modo modulati e rallentati: in poche parole, invecchiare non sarebbe, cioè, il solo risultato del tempo che passa, ma piuttosto di un meccanismo genetico sul quale, in una certa misura, sarebbe possibile intervenire.

Il merito di questi incredibili risultati spetta ad un team coordinato da Juan Carlos Izpisua Belmonte, uno scienziato del Salk Institute di La Jolla (California), che ha sperimentato su alcuni topi anziani una tecnica genetica – mai usata prima d’ora su esseri viventi – per riportare le cellule adulte, come quelle della pelle, alla condizione di cellule staminali pluripotenti, simili a quelle presenti negli embrioni.
Il risultato è stato che i topi anziani sono ringiovaniti e la loro vita è stata allungata del 30% .

INVERTIRE L’INVECCHIAMENTO

Topi anziani sono stati ringiovaniti. Fonte: Juan Carlos Izpisua, Belmonte Lab /Salk Institute

È la prima volta che si è riuscito a dimostrare che il processo di invecchiamento non ha una unica direzione e che non è totalmente irreversibile.

Tuttavia, durante questa ricerca, le lancette dell’orologio genetico dei topi sono state riportate indietro solo un pò, abbastanza per far ringiovanire le cellule, ma non abbastanza per far perdere loro la “specializzazione acquisita”.

Lo studio si è svolto attivando e disattivando nei topi i quattro geni usati in passato per trasformare le cellule della pelle in pluripotenti indotte, ossia cellule capaci di seguire diverse direzioni nello sviluppo, che vengono appunto chiamate Cellule Staminali Plupotenti indotte (Ips).

Nei topi anziani è stato iniettato quindi un cocktail di geni ed un particolare antibiotico disciolto nell’acqua in modo da far regredire le cellule nel tempo.

I ricercatori hanno osservato così che negli animali sono migliorate le condizioni di cuore e sistema vascolare, così come quelle di pancreas e muscoli e in generale la loro vita si è allungata del 30%, ossia da una media di 18 mesi a 24 mesi.
Il tutto senza mostrare nessun aumento del rischio di cancro

Per il momento questo trattamento non può essere replicato sull’uomo.

Non nelle stesse condizioni e non prima di alcuni decenni, ma molto probabilmente si sta tracciando una strada che potrebbe servire, fra alcuni decenni,  a migliorare significativamente la qualità della vita degli “umani anziani” e non solo dei roditori anziani.

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Massimo Dallaglio

- Giornalista Ordine Nazionale Giornalisti Roma N° 111329 - Laurea in Sociologia Università di Bologna