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ROBONAUT 2: il robot “astronauta” del futuro

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Nel febbraio 2011 al lancio dello shuttle Discovery, destinato alla stazione spaziale internazionale (ISS) era presente anche il robot umanoide Robonaut 2, il primo a partire per lo spazio.
Robonaut 2 è un robot umanoide che svolge compiti in modo autonomo o sotto controllo remoto,

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gli astronauti azionano il robot con un computer portatile e può essere controllato dalla terra con un semplice joystick. L’obbiettivo è di capire come si comporta Robonaut 2 nello spazio e di dare ai membri dell’equipaggio anche un utile aiuto per i vari compiti operativi come le “passeggiate spaziali”.

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Tuttavia la NASA è propensa ad aggiornare i robot includendo missioni scientifiche  e riparazioni al di fuori della ISS.
Per quanto riguarda le funzionalità manipolative non sono ancora ad un livello di un essere umano, ma i primi test sono stati svolti con successo e stanno conquistando terreno molto velocemente.

Ecco le caratteristiche di Robonaut 2:

  •    Pesa 150 kg ed è alto 105 cm, ma la caratteristica di questo robot è che non ha le gambe, almeno per ora, visto che i ricercatori NASA stanno sperimentando gambe robotiche e ruote. Nel frattempo rimarrà fermo all’interno della ISS.
•    Ha le mani simili a quelle umane (rispetto agli altri robot umanoidi ha le dita articolate e guidate da tendini artificiali) e hanno la capacità di adattarsi ad oggetti o elementi fuori posizione utilizzando così gli stessi utensili utilizzati dagli astronauti.
   •    Ogni mano ha 12 gradi di libertà (4 gradi di libertà nel pollice, 3 gradi di libertà in entrambe le dita indice e medio e 1 grado nelle altre dita).
    •    Ogni braccio è lungo 80 cm e può pesare 9 kg con la gravità terrestre.
   •    E’ costruito in alluminio con parti in acciaio, ha più di 350 sensori e 42° di libertà.

Nel suo casco, dietro la visiera troviamo 4 telecamere, due lavorano come macchine fotografiche ausiliari e due hanno la visione stereoscopica per i robot e gli operatori a distanza. Troviamo una quinta telecamera nella zona della bocca, per la percezione della profondità. Il computer di sistema (38 processori Power Pc alimentati da corrente a 120 volts) è alloggiato all’interno del tronco, unica zona che risulta sufficientemente ampia.

In futuro ci sarà una seconda e terza fase del progetto.

Nella seconda fase la NASA fabbricherà un’unità mobile, un sistema similare a gambe avendo così la possibilità di muoversi all’interno della ISS.

Mentre nella terza fase il robot potrà eseguire missioni al di fuori della stazione spaziale. Ma non è finita qui, Robonaut 2 facendo parte del progetto M, si prevede che andrà sulla luna in 1000 giorni battendo così l’obbiettivo proposto dal Giappone per il 2015.

Soddisfatto del risultato dopo sei mesi dell’arrivo di Robonaut 2 nello spazio, Nic Radford gestore del progetto commenta: “Tutto ha funzionato esattamente come ci aspettavamo, è stato un momento emozionante”.

Di Maria Valentina Patanè

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Massimo Dallaglio

- Giornalista Ordine Nazionale Giornalisti Roma N° 111329 - Laurea in Sociologia Università di Bologna