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River to River Florence Film Festival: un incontro tra cinema e culture

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Cinema Odeon: film, colori, canzoni, violenza e contaminazioni. Questa l’aria che si respira al 15^River to River Florence film Festival, diretto da Selvaggia Velo. Il festival propone film di registi indiani, ma non solo; offre un continuo dialogo tra l’India e Occidente, tra passato e futuro, tradizione e nuovi innesti cinematografici.

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River to River Florence Film FestivalNella cornice della culla del Rinascimento, una sempre splendida Firenze, le iniziative al Cinema Odeon si susseguono, dal 5 dicembre scorso, per chiudersi il giovedì 10, con la nomina del vincitore durante la serata di chiusura.

Madrina dell’evento  per questa edizione  è la regista Deepa Metha, autrice della trilogia ” Fire, earth, water ” , quest’ultimo riproposto ieri durante il festival. L’artista ha presentato il nuovo lavoro cinematografico, ” Beeba boys”, film che mescola a ritmo di musica bhangra, pistole, cocaina e tradimenti: il ritratto di una guerra tra bande Indo- canadesi in un violento scontro fra culture.

Nella giornata di festa dell’ Immacolata il River to River ha saputo unire l’India e la cinematografia  alla celebrazione del quarantennale dalla morte di Pier Paolo Pasolini,  con la proiezione di “Appunti per un film sull’India” , presentato alla mostra del cinema di Venezia nel ’68.

River to River Florence Film FestivalAl termine un bel dibattito tra Folco Terzani – figlio del più noto giornalista e scrittore Tiziano – e il regista/ attore Giuseppe Cederna, i quali hanno raccontato al pubblico, a partire dell’evocazione di un’India anni ’60 vista nel film, i loro ricordi di viaggio nel continente asiatico. L’ India rurale di 50 anni fa, ormai sostituita ad una continua industrializzazione, quindi ad un’occidentalizzazione, non è più quella che si può visitare oggi, ma secondo Terzani si può ancora trovare la strada verso una via spirituale e più autentica.

Il colorito racconto di Cederna sul l’incontro con una ” sadhu” – una specie di santona eremita- in alta montagna, alle sorgenti del Gange, è stata una nota di colore che ha stemperato le malinconiche riprese pasoliniane.

Stasera il festival continua, con la narrazione di un’ India contemporanea e violenta, un Paese che ancora oggi uccide le donne e non lascia loro quella libertà che in ogni democrazia si dà per scontata.

River to River Florence Film FestivalI film in programma a partire dalle 18 sono ” Letters to the city yet to come” di Gorav e Rohan Kalyan, e ” Bhopal: a prayer for rain”, film dedicato alla tragedia verificatasi il 3 dicembre 1984, notte in cui persero la vita migliaia di persone a causa di una fuga di gas dalla fabbrica Union Carbide. Il film su Bhopal, interpretato da un cast d’eccezione tra cui Mischa Burton, Nartin Sheen e Kal Penn, e’ supportato dalla Medical Appeal che aiuta le vittime della tragedia di 31 anni fa.

La realtà e la finzione convivono in River to River, in una ricerca di senso sull’ India dell’eredità e su quella attuale. Il festival s’interroga sul significato delle parole fuori campo di Pasolini, quando descrive in una sequenza il suo film girato per lo più a Bombay:” Un occidentale che va in India ha tutto, ma non dà niente. L’India, invece, non ha nulla, in realtà dà  tutto “.

Di Luisa Galati

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luindi

Giornalista pubblicista, laureata in filosofia. Sempre a caccia di novità nel campo dell'attualità, dell 'arte e soprattutto in ambito cinematografico..