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NEPAL – L’ANTICA ARTE DEI CACCIATORI DI MIELE

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NEPAL – L’ANTICA ARTE DEI CACCIATORI DI MIELE

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Il viaggiatore-fotografo Andrew Newey di recente è stato partecipe di una spedizione nel Nepal centrale, dove ha speso due settimane vivendo tra gli individui della comunità tribale dei Gurung e dove ha documentato l’antica arte dei cacciatori di miele.

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I Gurung sono un popolo mongolo-tibetano, stanziato nel versante occidentale dell’Himalaya. I Gurung sono, ordinariamente, coltivatori di riso e mais ed allevatori di pecore e capre. Spesso i loro villaggi sono arroccati in zone impervie e distanti dalle vie di comunicazione poste in fondo alle valli.

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Nelle foto seguenti, Newey, cattura le immagini che mostrano tutti i rischi e le abilità dimostrate dai cacciatori di miele locali, le quali sono prerogative necessarie per mantenere viva una tradizione che si perpetua da numerose generazioni.

NEPAL – L’ANTICA ARTE DEI CACCIATORI DI MIELE

Questi coraggiosi cacciatori di miele molto spesso utilizzano scale di corda precarie, dove appesi, mettono a serio rischio la propria vita. Come si vede dalle immagini, i cacciatori usano dei bastoni lunghi conosciuti come “tangos” per staccare i nidi d’ape che vengono trovati attaccati sui dirupi dell’Himalaya, facendoli cadere dentro delle ceste penzolanti, che vengono poi abbassate al suolo.

NEPAL – L’ANTICA ARTE DEI CACCIATORI DI MIELE

Scattate con grande nitidezza e riguardo, queste incredibili foto, non solo forniscono una finestra sullo stile di vita dei cacciatori di miele del Gurung, ma offrono anche del riconoscimento alla storia di persone anonime ma coraggiose e alle morti di alcune di loro, avvenute unicamente in nome del rispetto delle antiche tradizioni.

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La tradizione della caccia al miele è oggi a rischio per diverse ragioni: la quantità minore di api a causa del cambiamento climatico; il disinteresse dei giovani della tribù nel diventare cacciatori di miele; il fatto che il miele Himalayano viene venduto all’estero per scopo medico dallo stato perchè considerato avere proprietà curative; la crescente commercializzazione del “tour della caccia al miele” offerta ai turisti in viaggio nel luogo.

Tutto questo ha portato, inevitabilmente, al consumo massivo delle risorse, a cui i cacciatori di miele avevano accesso molto tempo fa, sicuramente in quantità e qualità maggiori.

Il sito internet del fotografo Andrew Newey: http://www.andrewnewey.com/

Guarda il breve documentario:

 

Articolo di Manuela Camporaso

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Manuela Camporaso