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Martone fa rivivere Leopardi: Il Giovane Favoloso

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Il Giovane FavolosoMartone fa rivivere Leopardi: Il Giovane Favoloso terzo film italiano in concorso. Il regista d’origini partenopee arriva in laguna con “Il giovane favoloso”. Interpretato dal bravissimo Elio Germano, racconta chiaramente la biografia del poeta e filosofo Giacomo Leopardi. Girato tra Recanati, Loreto e Castelfidardo, con accurati dettagli nella ricostruzione del personaggio e delle scenografie, riuscirà nella sfida di dar vita a uno dei più importanti intellettuali studiati a scuola?

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Leopardi e’ da sempre associato al dolore, alla bruttezza, al pessimismo “cosmico”. Come dare una chiave di lettura che non cozzi troppo con quella tradizionale ? Si tratta dell’eredita’ scolastica di una figura italiana ma stesso tempo universale. E’ universale la sua poesia poiché rappresenta la condizione umana, ci narra i suoi limiti e il sentimento d’infelicità che prima o poi tutti abbiamo provato. Tutti, alzando gli occhi al cielo in una notte stellata ci siamo sentiti piccoli, quasi inutili di fronte alla vastità della natura.

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Leopardi, intellettuale e uomo dall’intelligenza superiore, così straordinariamente sensibile e geniale per i suoi tempi da aver gettato le basi per il dialogo moderno sul rapporto tra l’uomo e la natura e tra fede e scienza, confinato nella piccola e provinciale Recanati, ha dovuto confrontarsi fin da subito con l’ottusità della gente. Le persone sono diffidenti nei confronti di chi è diverso, sia nel fisico che nel pensiero. Anzi, arrivano a deridere chi non si accosta al modo di vivere ritenuto normale. Un’ostilità che nel caso di Leopardi non proveniva soltanto da parte delle menti più semplici: anche gli intellettuali dell’epoca guardavano con diffidenza a quell’uomo così strano eppure eccezionale, figura per loro incomprensibile di cui provavano paura e soprattutto invidia, come spesso succede in un paesino.

Spiega Mario Martone : “Essenzialmente un ribelle, Leopardi e’ nato alla fine del Settecento quasi per caso poiché il suo pensiero era un pensiero mobile, che non apparteneva al suo tempo: ha una natura antica che però sa guardare molto in avanti. Tutto questo a partire dalla spinta che provava nello scrivere sentendo la propria anima. Tutto quello che scrive è autobiografico. È un poeta che parla a chiunque senta l’urgenza di rompere le gabbie che dall’adolescenza in avanti tutti noi percepiamo intorno: la famiglia, la scuola, la politica, la società, la cultura. Le mediazioni, le ipocrisie con cui siamo costretti a fare i conti lui non le tollerava e finiva per rompere queste gabbie una ad una rendendosi la vita, inevitabilmente molto scomoda. Leopardi parla a chiunque sia giovane, non solo anagraficamente, proprio per la spinta verso la libertà che lo caratterizzava”.

Finora la critica plaude alla reinterpretazione attuale e un po’ ironica di Martone.
La tristezza del poeta e’ come un po’ mitigata da qualche sagace battuta. E’ un rivoluzionario che negli ultimi anni della sua vita s’innamorerà di Napoli e dei suoi angoli meno nobili, che scriverà ai piedi del Vesuvio in eruzione, e sarà un po’ più umano con i suoi peccati di gola per i dolci e i taralli. Il Leopardi che ne esce e’diverso da come ce lo immaginavano tra i banchi, infelice ma senza depressione, conscio che sia l’unica condizione in cui versa l’uomo. Riesce a scherzarne. Guai ad apostrofarlo come pessimista! Non lo tollera e ribatte prontamente. Non vuole che si associ il pensiero alla sua condizione fisica. Anche se è evidente che il corpo gli causa non pochi dolori, e di conseguenza, delusioni amorose.
Del resto si può dire che il tema del dolore in questa 71esima edizione ha pervaso di significato la mostra del cinema.
Ma per poter raccontare il dolore del mondo, la settima arte ricorre, come in questo caso, sempre più spesso alla letteratura. Lo dimostra soprattutto in queste settimane il festival. Da Leopardi (Il giovane favoloso) a Pasolini (il film di Ferrara), da Camus (Loin des Homes) a Shakespeare (Cymbeline), saranno gli scrittori vecchi e nuovi i grandi protagonisti. Danzeranno idealmente sul red carpet al fianco delle stelle hollywoodiane e non solo. Il Giovane Favoloso

(…) “Uom di povero stato e membra inferme
che sia dell’alma generoso ed alto,
non chiama sé né stima
ricco d’or né gagliardo,
e di splendida vita o di valente
persona infra la gente
non fa risibil mostra;
ma sé di forza e di tesor mendíco
lascia parer senza vergogna, e noma
parlando, apertamente, e di sue cose
fa stima al vero uguale.”

Di Luisa Galati

 

 

 

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luindi

Giornalista pubblicista, laureata in filosofia. Sempre a caccia di novità nel campo dell'attualità, dell 'arte e soprattutto in ambito cinematografico..