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Lewis Hine e la fotografia sociale

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Lewis Hine e la fotografia socialeLewis Hine è il fotografo americano che per primo pensò di restituire l’immagine reale delle persone nelle loro attività quotidiane. Il tipo di fotografia che venne poi denominata “sociale”. Lo ricorda un’interessante mostra presso la Casa dei Tre Oci all’isola della a Giudecca a Venezia.

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Nato nel 1847, Lewis Wickes Hine a Oshkosh nel Wisconsin, e’stato allo stesso tempo un sociologo e un fotografo, che utilizzò la macchina fotografica come strumento per promuovere riforme sociali, in particolare nell’ambito del lavoro minorile. Sono proprio questi ritratti a colpire il nostro sguardo fra le immagini esposte nel palazzo novecentesco. Visi ancora bambini che affrontano con sofferenza lunghe e faticose giornate di lavoro; li vediamo nei campi di cotone, a raccogliere ferri vecchi, nelle case poverissime dell’epoca. Vediamo la speranza negli scatti di Hine degli immigrati negli U.S.A. nei primi anni del ‘900.

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image Nel 1907 divenne il fotografo della National Child Labor Committee (NCLC). Nei dieci anni successivi, Hine documentò il lavoro minorile nelle fabbriche americane per supportare l’impegno della NCLC nell’abolizione di questa pratica. Fotografò come freelance tra il 1906 e il 1908 per “The Survey”, una rivista dedicata alle riforme sociali; propose immagini che dimostrassero la crudeltà delle condizioni di lavoratori bambini. Durante la prima guerra mondiale ritrasse l’opera di assistenza e soccorso della Croce Rossa in Europa. Negli anni’20 e nei primi anni’30, Hine realizzò una serie di immagini di operai in cui veniva enfatizzato il contributo umano alla società industriale. Nel 1930, gli fu commissionata la documentazione del processo di costruzione dell’Empire State Building: fotografò gli operai in precarie condizioni di lavoro e privi di strumenti di sicurezza. Per ottenere i migliori punti panoramici da cui scattare, Hine si posizionò in una struttura appositamente progettata circa 300 metri al di sopra della Fifth Avenue. È facile che molti ricorderanno la nota immagine degli operai sospesi nel vuoto, seduti su una barra metallica collegata all’edificio che diventerà appunto l’Empire State building. Sembra incredibile la condizione dei lavoratori che hanno realizzato il grattacielo senza alcun mezzo di sicurezza a un’altezza da vertigine.

imageLa vita di Hine terminò in modo alquanto sfortunato. Negli ultimi anni, cambiata la moda, non riuscì a trovare lavoro. Perse la casa e morì in totale povertà dopo un anno dalla morte della moglie. Solo successivamente alla sua scomparsa, nel novembre del ’40, il suo lavoro venne apprezzato davvero. Fu riconosciuto come il padre della fotografia documentarista e sociale, un’ispirazione per molti giovani fotografi. Oggi migliaia di immagini scattate da Lewis Hine sono conservate presso le maggiori istituzioni, inclusa la Biblioteca del Congresso negli Stati Uniti.

La Casa dei Tre Oci, oltre a questa offre un’altra mostra fotografica, tutta veneziana; ” Venezia si difende – 1915-1918″ è il completamento ideale, poiché affronta in un altro modo e sotto altro punto di vista anni di fragilità sociale e in questo caso gli anni della guerra in laguna. Scatti che raccontano come la popolazione cercasse di difendere se stessa ma non solo. I più noti monumenti e chiese vennero smantellati per mettere al sicuro statue, rilievi e oggetti preziosi. Un connubio osato nell’allestimento scarno ed efficace che ben si addice alla cornice delle sale e alla laguna di Venezia.

Lewis Hine e la fotografia sociale“Venezia si difende 1915-1918 e Lewis Hine” sarebbero dovute terminare il prossimo 8 dicembre, ma dato il successo verranno prorogate molto probabilmente fino a febbraio. Una buona occasione per dare un’occhiata al nostro passato, di quasi un secolo fa.

Di Luisa Galati

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luindi

Giornalista pubblicista, laureata in filosofia. Sempre a caccia di novità nel campo dell'attualità, dell 'arte e soprattutto in ambito cinematografico..