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L’attesa di Piero Messina: la fede potrà salvarci?

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Lido di Venezia, lo scorso settembre viene presentata in concorso per il Leone d’oro alla 72. Mostra internazionale del cinemaL’attesa” l’opera prima di un regista ancora sconosciuto, Piero Messina, distribuita da Medusa. Il film s’ ispira ad una pièce di Luigi Pirandello, “La vita che ti diedi“.

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L'attesa di Piero Messina

Photo credit Alberto Novelli

In una calda Sicilia, in una grande villa (Villa Fegotto in provincia di Ragusa) , Anna – Juliette Binoche – e’ in attesa. Improvvisamente, giunge in paese una  ragazza, invitata lì dal suo fidanzato a trascorrere le vacanze: è Giuseppe, il figlio di Anna.

Ma la protagonista è depressa, tiene chiuse le finestre, ha coperto gli specchi con pesanti teli; tutto è fermo, mentre Anna racconta  all’ospite che Giuseppe sarà presto di ritorno.

Jeanne aspetta, ma s’ interroga sugli sms e i messaggi in segreteria senza risposta del ragazzo.

“L’attesa” è un racconto silenzioso, ma carico di interrogativi. Ci si domanda se Giuseppe sia reale, se Anna non sia chi dovrebbe essere, se Jeanne non sia una creatura capitata per caso in un luogo che avrebbe dovuto accoglierla con gioia.

L'attesa di Piero Messina La fotografia e la regia, che ricordano gli elementi sorrentiniani – Piero Messina è stato aiuto regista di Sorrentino – , sottolineano le luci esterne dell’ambiente in contrasto con l’oscurità interna della villa. Una chiara metafora dell’esteriorità quasi placida di Anna , e la sua spettrale interiorità, della sua chiusura in se stessa, a soffocare il forte dolore. Quasi che Anna diventasse ancora madre grazie alla presenza di Jeanne, e rivivesse negli occhi della giovane la vivacità di quelli del figlio. Mentre per Jeanne il conoscere la madre di Giuseppe rappresenta il ritrovare in qualche modo il fidanzato, sparito troppo presto.

L'attesa di Piero Messina Il sipario del racconto si chiude nel periodo pasquale, in cui Anna partecipa alla tradizionale processione religiosa. L’ incontro- ritrovo con la fede le fa finalmente sgorgare quelle lacrime così a lungo trattenute.

Questa è la Sicilia del ragusano, del Barocco. Il Barocco ha a che fare con la morte, come il film”, spiega  Piero Messina“ma la cosa più importante del film, che vorrei arrivasse al pubblico, è l’idea che se più persone decidono di credere a qualcosa, di condividerla, questo sentimento, questa verità che all’inizio può essere improbabile come nel caso del film, può diventare reale, può diventare credibile”. 

L'attesa di Piero Messina In questo momento storico e politico, che abbiamo sotto gli occhi ancor più negli ultimi giorni, film come questi possono far ripensare al senso dell’ esistenza umana e al come continuare; il film offre la chiave di lettura del credere, della fede, insieme alle note di Leonard Cohen : ” Waiting for the miracle”.

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luindi

Giornalista pubblicista, laureata in filosofia. Sempre a caccia di novità nel campo dell'attualità, dell 'arte e soprattutto in ambito cinematografico..