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ITALIA LOVES EMILIA: Campovolo Reggio Emilia 2012

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Già dalla conferenza stampa si è intuita la grande coesione e simpatia che lega gli artisti che hanno partecipato al mega concerto ITALIA LOVES EMILIA: Campovolo di Reggio Emilia 2012. Jovanotti prima di tutto si fotografa con l’iPhone con tutti i “13” poi spiega il cambio di destinazione dei soldi ricavati dal Concerto pro terremotati dell’Aquila: 1.121.607 Euro, ed aggiunge che i 7 Euro sono merito di un disco che ha comprato lui.

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Renato Zero lusinga Piero Pelù dicendogli che ha una voce bellissima e che è sprecato a essere solo “rock” dalla testa ai piedi. Elisa, quasi assente, delega il suono dalla cornamusa a rispondere per lei intonando un tipico brano scozzese accompagnato dal battere di mani di tutti i cantanti.

Giorgia afferma che quando vedrà dal palco tutta la gente presente, forse “se la farà sotto” ed aggiunge che essere su un palco con Jovanotti per la prima volta è la realizzazione di un suo sogno!

Pelù presenta il duetto con Luciano: una versione selvaggissima di “Tex”!
Ligabue, risponde a chi gli chiede di Vasco Rossi: “Credo che venga naturale porgergli gli auguri di cuore di una totale guarigione e… buona lì”
Claudio Baglioni racconta la sua idea di chiudere il concerto con un brano di Pierangelo Bertoli, “A muso duro”.
Zucchero, preso dall’ansia, esordisce con una battuta: “Visto che fra poco sarò io ad aprire il concerto è meglio che vada… quindi faccio come Baglioni e mi tolgo dai coglioni.”

Gli organizzatori spiegano che piuttosto che gli sms solidali hanno preferito optare per un disco dell’evento che uscirà con il medesimo scopo benefico. “150.000 persone per 150.000 biglietti venduti” raccontano “ma sarebbero potuti arrivare a 250.000, abbiamo dovuto sospendere per ragioni di sicurezza!” Circa 4.000.000 di Euro raccolti.

Bellissima l’apertura di Zucchero seduto su una poltrona/trono accompagnato dal famoso chitarrista inglese Jeff Beck, uno dei più influenti degli anni sessanta e settanta tanto che Slash disse: “Jeff Beck può imbracciare una chitarra scordata e col manico storto, e farla suonare meravigliosamente bene!” Ma a giudicare dagli applausi forse Jeff non era così conosciuto dalla platea del Campovolo.
Giorgia esordisce energica e saltellante sprizzando energia da tutti i denti e tutte le sue ugole.
La Mannoia fa l’ingresso sul palco con il suo iPhone e fotografa l’immensa distesa dei 150.000, poi introduce Jovanotti per duettare  con lui “clandestino” di Manu Chao. Elisa e Mannoia hanno intonato una intensa “Madre dolcissima”.
Poi la commovente lettera letta da Elisa Debbi, la ragazza “terremotata” di 17 anni di Mirandola portata sul palco da Biagio Antonacci. Il nuovo cantante dei Nomadi con un’improbabile maglietta con un abbozzo di Union Jack… Unico in solitaria, Tiziano Ferro, “orfano” della Pausini.

Pelù non delude e il Liga fa esplodere il Campovolo… Jovanotti ritorna con Zero prima della conclusione corale con il brano di Bertoli dalle evocative parole: “dobbiamo per forza pensare che il meglio deve ancora venire”.

Di Massimo Dallaglio

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Massimo Dallaglio

- Giornalista Ordine Nazionale Giornalisti Roma N° 111329 - Laurea in Sociologia Università di Bologna