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Il Vero Codice Da Vinci scoperto da Droj Vasile

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Il Criptogeometrista Vasile Droj ha scoperto il vero Codice Da Vinci, ovvero la Monna Lisa è in realtà un’opera matematico-geometrica colossale! Tutto ma assolutamente tutto nell’apparente e innocente quadro “madre di tutti i quadri” è minuziosamente calcolato alla precisione di un orologio svizzero.

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Il Vero Codice Da Vinci scoperto da Droj VasileL’autore ha pubblicato tutte le scoperte nel suo libro Codice Universale – Sottocodice Da Vinci (Edizioni Universologia 2008).

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Leonardo Da Vinci in molte sue opere ha lasciato diversi messaggi criptati, più o meno comprensibili, fino alla scoperta di Vasile, quella in cui ha trasmesso il messaggio più segreto ed inaccessìbile era sicuramente il disegno, più conosciuto e riprodotto al mondo nelle più disparate versioni: ” l’Homo Vitruviano” in cui il Maestro indica la chiave segreta  per comprendere la chiave massonica per la quadratura del cerchio. L’uomo è geometria. Il busto entra quattro volte nell’altezza, la testa otto, il volto dieci.  Nel famoso Disegno di Venezia Leonardo lo inscrive nel cerchio e nel quadrato (forme di perfetta simmetria), conferendogli movimento, in un gioco di mutazione ed equivalenza.

Ma oggi, grazie alle ricerche di Droj Vasile, sappiamo che Leonardo da Vinci ha concentrato nella Gioconda la somma delle sue conoscenze, il corollario di tutta la sua vita, questo grazie anche al Il felice incontro con il matematico Luca Pacioli (autore di De Divina Proportione).

Droj Vasile scrive nel suo libro: “In questo senso la linea dell’orizzonte dietro la Gioconda non è messa là a caso ma in base ad un calcolo preciso. Quella linea dell’orizzonte assieme alla quadratura inferiore del quadro crea un quadrato perfetto, il (criptogeogramma 1). Basterebbe poco che la linea dell’orizzonte fosse più su o più giù che il quadrato non si realizzerebbe.

Il Vero Codice Da Vinci scoperto da Droj VasileLa cosa più sensazionale si manifesta quando alzando in piedi la diagonale del quadrato appena ottenuto, essa combacia perfettamente con l’altezza del quadro. Come mai? Basterebbe soltanto questa relazione per far ancor più immortale un quadro che immortale già lo è.

Ma anche la diagonale del rettangolo superiore nasconde un mistero e non da poco. La sua lunghezza è identica alla distanza che scende dall’occhio della Gioconda fino alla bordura inferiore del quadro. Già da questa partenza Leonardo ci avverte che siamo entrati in un territorio dove lo spazio è diverso, ben calcolato e parte di una visione unica, e che Monna Lisa sarebbe là soltanto come pretesto.

Povera Gioconda ridotta a una facciata che nasconde dietro una vera “cattedrale matematico geometrica” infinitamente più complessa. Chi lo avrebbe detto? Chi riesce a oltrepassare il sipario, che è la dama stessa, si gode un paesaggio di una bellezza che soltanto la geometria pura può ravvicinare.

Nelle fondamenta di questa “cattedrale” è inciso in caratteri “criptogeometrici” il vero codice Da Vinci. Fu per questo che Leonardo portava con sé nell’esilio il suo quadruccio Monna Lisa, che era l’agenda segreta dei tutti i suoi codici o password. D’altronde Monna Lisa vuol dire “Mon esil”.

Prima di svelare gli altri segreti della Gioconda c’è da precisare che il quadro è stato pensato in una “triplice” interpolazione nella triade: Personaggio – Paesaggio – Inquadratura. La triplice chiave permette di entrare nella logica del quadro e far sorprendere i suoi segreti. Per esempio la testa della Gioconda non è piazzata là per caso ma in base ad un calcolo preciso la cui ragione è quella di dividere in tre parti uguali il quadro (cgm. 2).

vero codice da vinci codice universaleQuesta procedura è presente anche nel Cenacolo dove la Centralità di Cristo è evidente.

Per sottolineare questo, Leonardo piazza anche la Gioconda al centro ma, per accentuare di più l’idea, inchioda l’occhio sinistro della donna proprio sull’asse del quadro (cgm. 3). La collocazione è così precisa che l’asse passa proprio attraverso la pupilla dell’occhio.

Ci troviamo davanti a due ipostasi, una fisica e una concettuale: quella fisica espressa dall’interesse di Leonardo per l’ottica e i suoi esperimenti, inclusi quelli sull’organo della vista, l’occhio, mentre la seconda è quella concettuale.

Per Leonardo l’Occhio simbolizzava la visione del mondo, la conoscenza che ben centrata, fa vedere la vera natura delle cose. Il sogno di Leonardo era quello di fondere tutti i “punti di vista” in un unico “centro di vista”. In altre parole non rimanere inermi alla fase delle opinioni ma entrare nel profondo delle cose, nella loro essenza che così diventa un “centro di vista”. La nuova origine, quella del centro di vista, genera poi tutte le linee di fuga della prospettiva tanto concettuale quanto misurabile. L’asse del quadro e del mondo nuovamente concepito – Axis Mundi – non poteva non contenere al suo apice l’Occhio della Visione che simboleggiava la Dottrina”.

Ma questa è solo l’abside della cattedrale geometrico matematica che Leonardo Da Vinci ha celato all’interno della Monna Lisa… il resto delle navate, transetti, torri e deambulatori le potrete scoprire leggendo il libro di Droj Vasile.

www.universology.com

Di Massimo Dallaglio

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Massimo Dallaglio

- Giornalista Ordine Nazionale Giornalisti Roma N° 111329 - Laurea in Sociologia Università di Bologna