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Il futuro del calcio italiano: qualcosa sta cambiando?

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Dopo anni bui, in cui il calcio italiano ha toccato probabilmente uno dei punti più bassi della propria storia, negli ultimi tempi sembra che qualcosa sia finalmente cambiato.

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Sempre più giovani calciatori di talento stanno trovando spazio nelle proprie squadre di club e stanno riuscendo a mettere in mostra tutte le proprie qualità. Donnarumma prima, Chiesa poi e Barella e Zaniolo più di recente sono solo alcuni esempi di giovani campioncini che, grazie al coraggio dimostrato dalle proprie società, si stanno affacciando al grande calcio e stanno dimostrando di meritare un posto nell’elite del calcio mondiale.

Il ritorno di Fabio Quagliarella in Nazionale
 
Dopo aver passato anni difficili a causa di spiacevoli vicende extra-calcistiche, Fabio Quagliarella, sotto la attenta guida di Marco Giampaolo, sembra essere rinato. Il bomber campano, a 36 anni, non solo sembra vivere una seconda giovinezza ma, probabilmente, sta riuscendo ad esprimersi a livelli mai raggiunti prima. Grazie alla doppietta realizzata nell’ultima partita casalinga giocata contro l’Udinese, Quagliarella ha realizzato il suo sedicesimo goal stagionale, riuscendo ad andare a timbrare il cartellino nella undicesima partita consecutiva, eguagliando il record di un certo Batistuta che era rimasto imbattuto da più di 20 anni. Grazie alle reti di Quagliarella, la Sampdoria sta letteralmente volando in campionato e, dando un’occhiata alle quote scommesse serie A, i blucerchiati, grazie al sesto posto in classifica, sono tra i favoriti per la conquista di un posto nelle prossime Coppe Europee.

È notizia di questi giorni, inoltre, che il c.t. della nazionale Roberto Mancini ha deciso di convocare Quagliarella per uno stage a Coverciano in quanto sembra essere seriamente intenzionato a puntare su di lui nelle prossime partite che vedranno impegnati gli azzurri. Se da un lato la convocazione di Quagliarella è un messaggio positivo per il calcio italiano dall’altro fa emergere un problema che da anni affligge tutto il movimento: l’incapacità del nostro sistema di formare e produrre giovani giocatori che possano riportare in alto la Nazionale.

 I campioni del futuro
 
Ciò che ha detto il campo negli ultimi anni è che, dopo la nazionale che nel 2006 riuscì ad aggiudicarsi la Coppa del Mondo, il nostro calcio non è riuscito più a produrre giocatori di quella classe e di quello spessore.

Nonostante nel tempo siano apparsi sulla scena dei calciatori di buon livello, vuoi per una ragione, vuoi per un’altra, sono pochissimi quelli che sono riusciti a compiere il salto di qualità definitivo. In queste ultime stagioni, tuttavia, sembra che il nostro campionato stia riuscendo nuovamente a sfornare dei talenti che potrebbero giungere al top: stiamo parlando, ad esempio, del portiere del Milan Gigio Donnarumma, di Federico Chiesa che con la sua Fiorentina sembra migliorare di partita in partita e di Nicolò Barella e Nicolò Zaniolo che, con le maglie di Cagliari e Roma, stanno dimostrando, giornata dopo giornata, di essere già pronti anche a prendere in mano il centrocampo della Nazionale.
 
L’impressione è che nel calcio italiano qualcosa stia finalmente cambiando. Da tifosi della nazionale azzurra e da amanti di questo sport il nostro augurio è che nel prossimo futuro il nostro movimento calcistico possa tornare a sfornare quei campioni che, purtroppo, non riesce più a produrre da tempo.

Redazione

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Massimo Dallaglio

- Giornalista Ordine Nazionale Giornalisti Roma N° 111329 - Laurea in Sociologia Università di Bologna