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Il capo dell’esercito svizzero invita i cittadini ad armarsi

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La Svizzera è un’oasi di pace e democrazia, una terra diventata sinonimo di neutralità nella quale però procurarsi armi è facile e le armi da fuoco sono piuttosto diffuse. Sembra un paradosso ma è una realtà che costringe ad interrogarci sulla validità della facile equazione “armi = pericolo” anche alla luce del recente discorso di fine anno tenuto dal capo dell’esercito svizzero André Blattmann, nel quale arriva a consigliare il popolo svizzero di armarsi.


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Il “Si” alle armi da guerra in casa è stato ribadito il 13 febbraio 2011 quando la maggioranza degli elvetici, con il 56,3 per cento dei voti contrari, ha bocciato il referendum che voleva porre fine alla tradizione di detenere armi da guerra in casa.
Infatti la Svizzera ha un assetto militare che permette ad ogni soldato di custodire in casa la propria arma di ordinanza, il FASS 90, un fucile dotato di munizioni calibro NATO.

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Armi in svizzera armars Stgw_90

Nel 2006 il 29% dei soldati ha deciso di non restituire l’arma neppure una volta finito il servizio militare, percentuale che saliva al 95% tra quei militi dotati di pistola (arma data in dotazione ad alcuni corpi oltre che a tutti sottoufficiali superiori e agli ufficiali). In Svizzera si fa ilservizio militare a 18 anni e poi ogni anno fino a 55 anni si fanno dei mini richiami detti di “mantenimento competenze ” di durata decrescente… e in tutto questo lasso di tempo il cittadino conserva l’arma in dotazione presso il proprio domicilio.

Da questo ne deriva che se ogni ex militare può detenere armi, non è logico porre restrizioni a tutti gli altri cittadini che, anche al di fuori del quadro militare, desiderano acquistarne una per passione, collezionismo o sicurezza personale. E infatti, seguendo questa logica, per acquistare un’arma in Svizzera è sufficiente un permesso che, a meno di macchie sulla fedina penale, viene rilasciato a chiunque e anche in assenza di un motivo specifico.

Per acquistare la maggior parte delle armi da fuoco, in armeria o da privati, è necessario avere un permesso, concesso dalla polizia. Chi compera un’arma per la quale non ci vuole un permesso (moschetto, fucile da caccia a un colpo…) deve firmare un contratto con il venditore e trasmetterne una copia alla polizia.

A parte lanciarazzi, mitragliatrici pesanti, armi automatiche, dispositivi di mira notturni e silenziatori che sono vietati, sembra che non esista, in Svizzera, un elenco di armi proibite, tutto viene regolato da una legge federale che molte lobby vogliono mantenere di ampio respiro: produttori, cacciatori, commercianti, sportivi non gradiscono ingerenze da parte delle autorità.

Sul sito del Cantone Ticino vi sono tutte le procedure per farne richiesta. L’acquisto di un’arma è una pratica che si consuma in poche ore, facendo ricorso ai canali ufficiali. Non esiste, al momento, un registro nazionale dei possessori di armi; ogni Cantone ha il suo anche se un’unificazione dei database è prevista per quest’anno.

La Svizzera è uno dei paesi con la più alta diffusione di armi da fuoco in mano a privati cittadini. Ufficialmente superano i 2,5 milioni, questo numero corrisponde a quelle attualmente iscritte nei registri cantonali, secondo i dati forniti dal divisionario Jean-Jacques Chevalley in una recente conferenza stampa. In circolazione ve ne sono però molte di più che non sono registrate. Secondo le stime, le armi da fuoco in mano alla popolazione svizzera si aggirerebbero sui 3 milioni circa,  una cifra elevata per un paese che conta circa 8 milioni di abitanti. Praticamante quasi il 40% della popolazione svizzera detiene almeno un’arma da fuoco in casa.

Armi in svizzera armarsiMa è in questa situazione di diffusione delle armi da fuoco che – il capo dell’esercito svizzero André Blattmann – ha tenuto un particolare discorso di fine anno apparso in un articolo del giornale Deutsche Wirtschafts Nachrichten: Blattmann ha avvsiato la popolazione svizzera riguardo a seri rischi di gravi disordini sociali in Europa, rilevando la crescente aggressività dei toni nei discorsi pubblici e segnalando come la situazione sia pericolosamente esplosiva facendo un parallelo con il clima che si avvertiva in Europa nel periodo agli albori della seconda guerra mondiale.

Blattmann avvisa inoltre che la base che garantisce la prosperità Svizzera potrà essere messa in discussione… e continua dichiarando che, nonostante l’aumento di questi “incidenti” di sicurezza, (riferendosi al record di attacchi terroristici) negli ultimi due anni sono state state insensatamente ridotte le risorse per la difesa nazionale… quindi conclude consigliando il popolo svizzero di armarsi.

I politici svizzeri, naturalmente, hanno risposto con l’incredulità alle parole del capo dell’esercito, tranquillizzando la popolazione dicendo che va tutto bene e che i suoi avvertimenti sono esagerati.

Ma Blattmann non demorde, ha dichiarato al settimanale Schweiz am Sonntag: “Dobbiamo esser preparati ad un concetto tutto nuovo di guerra: una guerra ibrida combattuta con droni e con armi differenti del passato, una minaccia terroristica crescente e imprevedibile corredata da sbarchi migratori di massa poco tracciabili“. Secondo il comandante dell’esercito svizzero, i nuovi arrivati in occidente creeranno conflitti con gli strati sociali più bassi, a causa della spietata concorrenza sul mercato del lavoro… e le previsioni economiche globali continuano ad essere negative.

La Confederazione Elvetica non attraversa conflitti da 160 anni e per Blattmann questo è “un  autentico privilegio“, ma questi lussi si mantengono – secondo lui – solo con un investimento mirato sulla sicurezza e sulla prevenzione di eventuali conflitti. Unica soluzione? Finanziare le casse del Ministero della Difesa, ammodernare e riqualificare l’esercito e le forze di polizia, fare una massiccia campagna di reclutamento.

Tuttavia è bene ricordare che nel settembre 2012, come riporta Ticino Live, circa 2000 agenti hanno partecipato a un’esercitazione chiamata “Stabilo Due” in otto città svizzere, basandosi su un documento che attesta la minaccia di disordini e la possibilità di un’invasione di rifugiati da Grecia, Spagna, Portogallo, Francia e Italia.

Armi in svizzera armarsi

E’ bene ammettere anche che, nonostante la grande diffusione di armi, la Svizzera non è un paese con un alto tasso di criminalità. Solo dal 2009 viene pubblicata la statistica della criminalità con i dati uniformati per tutta la Svizzera. Emerge così che nell’anno in rassegna le armi da fuoco sono state utilizzate solo in 55 casi (23,3%) su un totale di 236 di omicidi o tentati omicidi o lesioni gravi.

E questa è la Svizzera, uno dei paesi meno belligeranti al mondo.

Di Massimo Dallaglio

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Massimo Dallaglio

- Giornalista Ordine Nazionale Giornalisti Roma N° 111329 - Laurea in Sociologia Università di Bologna