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I GIOCATTOLI DEL FUTURO

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giocattoli del futuroUna volta per giocare bastavano biglie o gessetti colorati. Il resto lo creava la fantasia. Ma quali saranno i giocattoli del futuro? Oggi, nell’era dell’ hi-tech anche il gioco cambia la sua evoluzione. Vanno scomparendo richieste dei bimbi per puzzle, peluche, bambole e macchinine, mentre l’unico a resistere è il mondo lussuoso tutto rosa di Barbie.

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giocattoli del futuro  Monopoly_EmpireI classici si adattano alle dinamiche attuali: ad esempio il Monopoli, storico gioco da tavola, abbandona il mercato immobiliare in crisi e si trasforma in Monopoly Empire. Ma è la tecnologia ad andare alla grande tra gli scaffali dei negozi di giochi, segno che sarà il tratto comune per i giocattoli del futuro, perfino  tra i bambini più piccoli.

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Non c’è da stupirsi infatti se un bambino di 4 anni per Natale vuole un tablet: nel 2013, secondo la Npd Group, il gioco più venduto in Europa è stato l’InnoTab della Vtech, una sorta di mini iPad dedicato al pubblico junior.

giocattoli del futuro

I robot rappresentano ancora però la concorrenza:  gli esperti definiscono il momento in cui stiamo vivendo  la nuova età d’oro dei “toy-robotics”. Adatti a ragazzi e adulti, piacciono a donne e uomini, sono giochi all’ avanguardia dotati di grandi capacità e diverse funzioni. Hanno applicazioni dedicate, che, attraverso smartphone e tablet, consentono un’ interazione maggiore e più creativa. Dal cucciolo tecnologico Furby Boom, ai Teksta Dog, che dormono, abbaiano e scodinzolano come veri cani, all’Orbotix Sphero, una sfera dalle mille funzioni meccaniche.

giocattoli del futuro lego_bricksPer farsi un’ idea sul mondo dei giochi, pensiamo a come si sono trasformati i Lego. L’azienda, in crisi già da fine anni ’90, ha analizzato le nuove tecnologie e rilanciato i prodotti come giocattoli hi tech.

Nascono così gli smart-brick, mattoncini telecomandabili a distanza, mentre l’azienda cerca di coniugare tradizione e novità sponsorizzando su Internet un progetto per realizzare nuovi sistemi.

giocattoli del futuroMa la guerra per la creazione dei nuovi  giocattoli è dura. Anki, start-up americana con sede a San Francisco, ha creato letteralmente i giocattoli del futuro: si chiamano Anki Drive e sono macchinine robot che si controllano con l’iPhone e dotate di una propria intelligenza artificiale. In tutto si tratta di 4 modellini diversi (Boson, Kourai, Rho e Katal) ognuno dotato di specifiche caratteristiche tecniche che ne modificano lo stile di guida, ma l’unicità di questi giocattoli è che praticamente si guidano da soli.

Una volta scaricata l’App gratuita di Anki sul proprio smartphone, l’utente non dovrà controllare manualmente il movimento del suo robot su quattro ruote; piuttosto, si limiterà a fornire degli “input” sulla gara e sulle azioni da compiere. A questo punto, la macchinina elaborerà gradualmente la propria traiettoria e la velocità da tenere, evolvendo con il procedere della gara e adattandosi alle caratteristiche dei suoi avversari. Tutte queste informazioni vengono raccolte ed elaborate da quello che è a tutti gli effetti un mini-cervello artificiale, il quale è persino in grado di evolvere lo stile di corsa mano a mano che la gara prosegue. L’unica attenzione nel gioco è quella di fornire continui comandi tramite lo smartphone. Per ora il giocattolo avveniristico è in vendita per gli Stati Uniti e il Canada ma non tarderà ad arrivare nel nostro Paese.

Al contrario di ciò che si possa pensare, il rapporto con le nuove tecnologie è cruciale nell’esperienza delle nuove generazioni ma  PC e TV non schiacciano le altre attività, sia sportive che culturali. Un’analisi condotta solo 5 anni fa – fonte Istat-  mostra un dato positivo: chi usa il PC e vede la TV, fa anche più sport, va più al cinema, legge più libri di chi vede solo TV.

I bambini multimediali vedono meno la tv (il 32,8% vede la tv per 3 ore e più al giorno contro il 40,4% di coloro che guardano solo la tv) . Nel tempo diminuisce il numero di ore passate davanti alla tv (i bambini di 6-17 che guardano la tv per 3 ore e più al giorno passano dal 43,1% del 1998 al 33,5% del 2008). Multimedialità e multidimensionalità emergente: l’uso delle nuove tecnologie  si associa ad una più ampia fruizione culturale. E’ il grande elemento di novità rispetto alle passate generazioni.  Nella fascia 6-17 anni il  68,9 % utilizza il cellulare, il  70,7 % utilizza il pc, il  49,2% utilizza internet.

L’IPAD DIVENTA GIOCO
Toca Boca, un’azienda leader mondiale nello sviluppo di giocattoli digitali, è uno dei creatori di app per bambini  più popolari sull’App Store. C’è chi impazzisce per una banda musicale e chi tarda a farsi la doccia perché sta cucinando la cena per il suo mostro. Lo scorso gennaio Toca Boca ha annunciato che le sue applicazioni hanno superato i 27 milioni di download in tutto il mondo in soli 21 mesi. Dal marzo 2011 l’azienda ha lanciato 19 app per iOS, Kindle Fire e recentemente Android: molte di queste si trovano tra le prime 10 in classifica nella categoria Istruzione. Il tablet, ormai lo sappiamo tutti, è un oggetto che si compra e si condivide con la famiglia. Non solo ma addirittura s’installano app adatte ai piccoli, in modo che non mettano mano su altro. L’iPad si trasforma così in un vero e proprio giocattolo, grazie anche alla tecnologia touch, elemento che chiaramente attira e rende i tutto intuitivo per un bambino.

giocattoli del futuro Toca BocaPer chi avesse il dubbio sul fatto che faccia male passare tanto tempo a giocare con l’iPad, potrebbe essere d’aiuto il  libro “Screen Time”, della giornalista Lisa Guernsey : definisce ciò che per l’autore rappresentano le tre C, per riflettere sul consumo dei media: il contenuto, il contesto e il bambino. Il contenuto è appropriato? Quanto tempo passa con tablet e smartphone in proporzione al resto?  Toca House e altri giochi di questo produttore hanno rapidamente popolato l’ iPad. Toca Robot Lab, Toca Hair Salon, Toca Kitchen e Toca Band sono finalmente un paradiso libero da principesse e supereroi. Il gioco diventa più unisex, attenuando le differenze nel gioco. Tutto è avvenuto naturalmente e così  i bambini possono  giocare con ciò che vogliono e nessuno decide cosa sia per bambini o per bambine. I bambini per la prima volta possono decidere autonomamente. “L’azienda svedese Toca boca in effetti afferma con un suo slogan: “We don’t make toys for boys, we don’t make toys for girls, we make toys for kids”.

L’ultima frontiera oggi sta nelle app per bambini creata dai bambini: l’esperimento è stato condotto dal team di Timbuktu, uno dei più originali iPad magazine per i più piccoli. Obiettivo: costruire insieme un’applicazione in soli sette giorni. Chi poteva soltanto immaginare che i bambini sarebbero diventati gli autori stessi di un gioco digitale? La prossima estate in spiaggia probabilmente vedremo anche i più piccini giocare con “Oscar spiaggia

Educare i bambini a una cultura dell’innovazione non vuol dire insegnare loro a usare le nuove tecnologie, non hanno bisogno del nostro aiuto per quello: vuol dire insegnargli il gusto dei problemi impossibili, e incoraggiarli a immaginare nuovi mondi e solo allora aiutarli a capire come Google e l’iPad possono aiutarli a costruire questi nuovi mondi.

Di Luisa Galati

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Massimo Dallaglio

- Giornalista Ordine Nazionale Giornalisti Roma N° 111329 - Laurea in Sociologia Università di Bologna