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De Chirico a Ferrara: la metafisica e le avanguardie

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De Chirico in mostra a Ferrara con ” metafisica e avanguardie “, come ne recita il titolo, è stato e continua ad essere un autentico successo. A pochi giorni dalla chiusura, domenica 28 febbraio, cioè la prossima, si susseguono gruppi scolastici ma anche di adulti, studiosi e curiosi provenienti da tutt’Italia e non solo per visitare con interesse la kermesse dedicata all’artista di origini greche.

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De Chirico a Ferrara: la metafisica e le avanguardieL’omaggio da parte della città estense a Giorgio de Chirico (1888 – 1978) è iniziato a novembre, presso Palazzo dei Diamanti, con un titolo che ne racchiude l’essenziale messaggio artistico:” De Chirico a Ferrara: Metafisica e Avanguardie“. Ma non può essere esaustivo di tutte le suggestioni e i rimandi interculturali e storici della mostra e dell’allestimento, curati da Paolo Baldacci e Gerd Roos.

Con De Chirico pensiamo all’origine e all’ invenzione della pittura Metafisica, come una delle più innovative correnti artistiche della modernità. Le sue opere dialogano con alcuni tra i più grandi surrealisti, come il geniale Salvador Dalí , ma anche con l’eclettico Max Ernst. Di sicuro ebbe un incredibile ascendente sull’arte del Novecento,  la cui eco non si è mai spenta. Gli occhi dell’angelo e dell’ebreo ci parlano ancora, testimoni di una polivalenza del tutto contemporanea, per cui si rende necessario dominare il piano della realtà cercando “l’occhio” in ogni cosa.

De Chirico a Ferrara: la metafisica e le avanguardie“Sono trascorsi cent’anni da quando de Chirico giunse col fratello Alberto Savinio a Ferrara, nel 1915. Aveva già alle sue spalle un centinaio di opere tra le più innovative e importanti del secolo, realizzate a Milano, a Firenze e a Parigi, ma dato che era iniziata la prima guerra mondiale, fu costretto a lasciare la capitale francese e per tre anni e mezzo soggiornò nella città emiliana prestando servizio militare”, hanno raccontato i curatori, “Quella permanenza segnò  un grande cambiamento nel suo lavoro, tanto da essere ispirato dalla bellezza e dai miti rinascimentali della città emiliana. Ricominciò a dipingere una cinquantina di quadri , mentre suo fratello iniziò la sua attività di scrittore e saggista, abbandonando per sempre la musica”.

De Chirico a Ferrara: la metafisica e le avanguardieA Ferrara, circondato e insieme protetto da una guerra feroce e insensata, l’artista affonda uno sguardo freddo nell’illogicità del mondo e dei linguaggi attraverso il microcosmo degli oggetti comuni.

Per lottare contro l’illogicità del mondo, la pittura di De Chirico si trasforma in modo reale e dettagliato nei particolari.

Contro la grande pazzia che esisterà sempre e continuerà a gesticolare e a far dei segni dietro il paravento inesorabile della materia’”, svela Paolo Baldacci, usando le stesse parole del pittore, “de Chirico inizia a dipingere un microcosmo di oggetti comuni, fatto di biscotti, di cartine, di guanti”.
Scopre l’intrigante cultura esoterica che domina la città estense, affascinato dagli affreschi di Palazzo Schifanoia, come si può vedere ad esempio in opere come “L’angelo ebreo” e “I pesci sacri”.

Ferrara diventa un cosmo, e si fa metafora artistica del mondo.

De Chirico a Ferrara: la metafisica e le avanguardieLa metafisica di De Chirico sta nel suo pensare che l’enigma non sia costituito dalla finzione, ma dalla realtà, soggetto e azione insieme delle sue opere. L’incontro con il surrealismo sta in quel breve passo per fondere il simbolo con l’idea dell’artista metafisico. L’esposizione comprende anche intrecci artistici con Morandi e Carrà, personalità con cui il dialogo fluisce in un racconto dal senso ben preciso all’interno dell’arte italiana, ma anche di quella internazionale .

Il punto è che “Attraverso le sue opere, l’artista deve saper offrire una forma di riscatto: solo così l’arte diventa ‘evangelium’, una buona novella. Deve saper scovare lo spirito nascosto degli oggetti, attraverso la potenza della poesia e dell’arte”.

De Chirico a Ferrara: la metafisica e le avanguardie

Gli anni ferraresi hanno maturato in De Chirico un movimento interiore volto a sciogliere il mistero dell’esistenza intesa come quotidiano enigmatico; le tele, così geometriche e astratte, altro non sono che proiezione esterna dello spirito di quegli oggetti e del loro fluire, con cui l’artista restituisce il senso della folle realtà umana.

Di Luisa Galati

DE CHIRICO A FERRARA. Metafisica e avanguardie

Ferrara, Palazzo dei Diamanti
14 novembre 2015 – 28 febbraio 2016

Mostra a cura di Paolo Baldacci e Gerd Roos, organizzata dalla Fondazione Ferrara Arte e dalla Staatsgalerie di Stoccarda in collaborazione con l’Archivio dell’Arte Metafisica, Milano / Berlino

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luindi

Giornalista pubblicista, laureata in filosofia. Sempre a caccia di novità nel campo dell'attualità, dell 'arte e soprattutto in ambito cinematografico..