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LA CRISI DELLA POLITICA AMERICANA – COSA IMPARIAMO DALLA STORIA?

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Da sempre la politica interna italiana e’ legata a doppio filo alla politica americana.
Dalla liberazione in poi, grazie al piano Marshall, l’Europa tutta, in particolar modo l’Italia, ha sempre avuto un lungo guinzaglio americano.

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LA CRISI DELLA POLITICA AMERICANA - COSA IMPARIAMO DALLA STORIA MarshallNel corso degli ultimi anni, abbiamo assistito alla transizione tra il caduto governo Berlusconi e il cosi detto governo tecnico nel quale il partito democratico si e’ identificato quale forza di maggioranza.

Dal sospetto zampino che ha gonfiato lo spread fino al declassamento del nostro outlook pilotato da Standards & Poor, pare evidente ormai una attenta pianificazione che ha costretto la nostra politica a mutare da forma associativa a forma corporativa.

In definitiva, la sola differenza che ancora rimaneva tra la nostra politica e quella statunitese era legata unicamente alle corporation e alle lobby.

Negli USA queste sono alla luce del sole e da sempre promuovono i loro candidati.

La British American Tobacco, la potente NRA o lobby delle armi che racchiude in sé da Colt a Gatling passando per Smith & Wesson, fino alle famiglie che da sempre detengono il potere legato a petrolio e dollari, le famiglie Bush e Chiney, i Kennedy, i banchieri Rotschild.

Nel corso degli ultimi anni, in particolar modo con il favore del governo Renzi, anche in Italia stiamo scoprendo le corporation.

LA CRISI DELLA POLITICA AMERICANA - COSA IMPARIAMO DALLA STORIA LOBBYIn questa ottica il partito che ha espresso l’attuale premier italiano appare oggi come una lobby entro la quale, in forma corporativa, si stanno concentrando poli economici, in particolar modo banche, assicurazioni, cooperative e servizi.

Il tutto ovviamente teso ad un impoverimento generale del tessuto economico favorendo da un lato una spinta continua a nuove forme di tassazione, dall’altro, la necessita’ di gestire disagio ed emergenze.

Esattamente come oggi accade negli Stati Uniti, siamo allo scontro di due differenti modi di intendere l’economia.

LA CRISI DELLA POLITICA AMERICANA - COSA IMPARIAMO DALLA STORIA obbyIl primo, fondato sul capitale e sull’iniziativa privata dove, con spirito conservatore, si tenta di mantenere il principio dei valori e delle tradizioni tentando di escludere le minoranze che devono rimanere relegate entro ruoli subordinati e non possono aspirare a sovvertire l’ordine costituito.

Il secondo si basa invece sul principio del capitale sociale, dove le minoranze reclamano equita’ e diritti riconosciuti, il welfare ad esempio, anche in assenza di ragioni di diritto.

Espressioni di questo secondo archetipo socio-economico sono movimenti statunitensi come, per esempio, Black Lives Matter che denuncia discriminazioni razziali e reclama diritti in segno di riscatto dal “peccato originale” commesso dalla “white class” per le colpe legate alla pratica della schiavitu’….
Così come BLM, molti altri movimenti (che spesso hanno visto la loro nascita o fonte di ispirazione negli Stati Uniti) arrivano nel vecchio continente pregni di ideali, dove essere di colore, profugo o rifugiato –  negli Stati Uniti come in Europa – dovrebbe aprire le porte al diritto di accedere al welfare del paese.
Per quanto, ai maggiormente romantici, la considerazione di un mondo di pari possa piacere, ci sono putroppo problemi di non facile risoluzione.

LA CRISI DELLA POLITICA AMERICANA - COSA IMPARIAMO DALLA STORIA PAPA USA CONGRESSO

Guardando alla storia, la servitù della gleba, dove i latifondisti europei imponevano il famigerato Ius primae noctis, e gli uomini di colore che avvicinarono i bianchi piantatori di cotone del Sud per vendere loro schiavi di colore, erano forse migliori?
I lavoratori delle cooperative russe Sovkhoz e Colchoz che, in cambio di braccia, davano pane ed alloggio senza alcuna partecipazione sulla distribuzione del capitale non subivano la stessa forma di schiavismo senza speranza di riscatto o di evoluzione sociale?

Esistono diritti reali per rivendicare oggi  la carta dello sfruttamento sociale o etnico?

Le economie con il progresso della storia si sono inesorabilmente trasformate.

LA CRISI DELLA POLITICA AMERICANA - COSA IMPARIAMO DALLA STORIASiamo ora al punto in cui il sogno liberale sembra essere sull’orlo del fallimento dato che, la realta’ dei fatti, indica sempre piu’ le differenze che corrono tra una societa’ evoluta ed operativa che desidera proteggersi, e una societa’ retrograda che desidera, in fondo, essere dominata rinunciando al diritto del libero pensiero ed al riscatto sociale.

I valori dell’Islam radicale sono in fondo quegli stessi valori che hanno animato il periodo piu’ oscuro della nostra storia. Parita’ dei sessi, diritto all’istruzione, ambizioni, tutto negato nel nome di un monoteismo.

Oggi, una certa parte della politica, cosi’ come dei media, sta impugnando la manipolazione delle divergenze che si basano su differenze oggettive ricostruendo gli scontri di classe.

Non e’ forse attraverso lo scontro che si creano necessarie alleanze?

In LA CRISI DELLA POLITICA AMERICANA - COSA IMPARIAMO DALLA STORIA immigrati italiaquesto ambito, stanno inesorabilmente emergendo forze che si credevano superate dalla storia.

Il razzismo, la supremazia religiosa ed etnica, l’oscurantismo.

Al termine di un lungo periodo condotto dal presidente Obama, che ha portato ad una divisione del paese e ad una ondata di razzismo senza precedenti favorendo le minoranze musulmane ed afro americane in cerca di una comoda vita sorretta dal sussidio di stato, si apre la via a populismi che non hanno nulla di differente rispetto a quanto gia’ visto con l’avvento del nazismo o del fascismo.

Affermare i diritti della razza privilegiata, cancellare e distruggere gli elementi di disturbo e gli invasori.

Ultimamente si e’ parlato molto di Donald Trump come di un possibile nuovo Hitler.

In realta’, ci troviamo semplicmente in un momento in cui, dopo anni di politically correctness, la white class si sente abusata nei suoi diritti e violata nella sua liberta’ di espressione e forse non e’ piu’ disposta a tacere, accettare ne a porgere la cosi detta altra guancia.

Il numero di omicidi, di furti, di strupri e di reati contro la proprieta’ – tanto in America quanto in Europa e in Italia – stanno raggiungendo limiti oramai insostenibili e le derive, definite populiste, non sono altro che l’espressione di un malcontento che trova inevitabilmente un catalizzatore comune.

Il popolo e la sua volonta’ oppure le cooperative e i loro interessi?

E’ un interrogativo di equita’ e giustiza o una provocazione populista questa?

Donald J. Trump, grazie alla sua straordinaria capacità di comunicazione ha trovato il modo di dominare il dialogo agitando le torbide acque politiche con la sua più recente proposta di interrompere temporaneamente l’immigrazione musulmana.

Non sorprende che i media mainstream e l’establishment politico dimostrino  la loro volontà di fare tutto il necessario per fermare Trump, distorcere le sue proposte e far deragliare la sua candidatura. La tempesta di fuoco ha avuto inizio quando Trump ha chiesto un “arresto totale e completo per l’ingresso dei musulmani negli Stati Uniti fino a quando non ci sara’ un quadro politico e credibile per il medio oriente.” Il network  NBC ha pero’  modificato le osservazioni di Trump riconducendole a un generale divieto permanente di ingresso per tutti i musulmani violando cosi’ ogni norma di buon senso.

LA CRISI DELLA POLITICA AMERICANA - COSA IMPARIAMO DALLA STORIA TrumpQuesto travisamento di ciò che in realtà Trump ha proposto ha poi scatenato un torrente senza precedenti di critiche, includendo la maggior parte dei rivali repubblicani di Trump.

Bisogna tornare indietro fino al 1974 e a Richard Nixon per ritrovare un attacco mediatico di simili proporzioni.

Come accade da noi, non dimenticando i diritti della costituzione a noi garantiti e mai applicati dalla magistratura, come ad esempio la legittima difesa, Trump ha semplicemente riportato un diritto che entra pienamente nei poteri del Presidente.

La costitutuzione statunitese, comma 1182 afferma:

“Ogni volta che il Presidente ritiene che l’ingresso di eventuali alieni o di qualsiasi classe di stranieri negli Stati Uniti potrebbe risultare dannosa per gli interessi degli Stati Uniti, egli può, mediante proclama, e per il periodo che riterrà necessario, sospendere l’ingresso di tutti gli stranieri o di qualsiasi classe di stranieri, come immigrati o non immigrants, o imporre all’ingresso di stranieri ogni restrizione che egli riterrà più appropriata…”

Cosi come oggi accade da noi, citare la costituzione e’ considerato razzista, populista, sottolineando, ancora una volta, l’ggressione della politica liberale ai principi statuari e di sovranita’.

Mentre accadono questi scontri mediatici tra politiche volute e politiche imposte, ci sono oramai correnti dilaganti che percorrono le strade, le universita’ e le diverse classi sociali a tutti i livelli.

Dal sondaggio Bloomberg piu’ recente, (9/03/2016), emerge infatti che i 2/3 degli elettori per le primarie repubblicane concordano con la proposta di Trump di congelare immigrazione musulmana fino a quando un processo di screening adeguato potrà essere messo in atto per controllare coloro che vorrebbero entrare negli Stati Uniti.

L’America ha mancato di leadership per così tanto tempo che la deriva ora imposta da Trump richiama il mito del maschio alfa.

Se Donald Trump diverra’ a Novembre 2016 il nuovo POTUS, ci saranno indubbiamente pesanti riflessi che si scaricheranno sulla politica socialista europea, visto che le figure che la esprimono, Merkel, Schultz, Mitterand e Junker sono, già di per se, piuttosto indebolite e nel Bel Paese il partito democratico si sta spaccando vedendo gran parte del proprio elettorato migrare verso altre forze politiche… trovandosi penalizzato a favore di nuova forza lavoro a basso costo quale nuovo serbatoio elettorale dal quale attingere facile consenso in cambio della ciotola di riso gia’ proposta da Mao.

LA CRISI DELLA POLITICA AMERICANA - COSA IMPARIAMO DALLA STORIA MAO

Difficile dire quali saranno le conseguenze.

Indubbiamente ci troveremo presto a cavalcare uno scontro di interessi che non potra’ non produrre conflitti.

Il vecchio detto, si vis pacem para bellum, non ha mai perduto la sua contemporaneita’.

Di Andrea Guidorossi

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Andrea Guidorossi