Carol, l'eleganza in un film

Da pochi giorni nelle sale cinematografiche, “Carol” di Todd Haynes, è un film che tratta con molta eleganza un tema intimo. Carol è il nome della pellicola e della stessa protagonista, interpretata magistralmente dall’attrice Cate Blanchett; la storia mette in scena il problema dell’omosessualità femminile durante gli anni ’50.

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CAROL, l'eleganza in un filmNew York, 1952: Carol è una facoltosa donna sposata, con una figlia piccola cui deve comprare un regalo per Natale.

Si rivolge ai grandi magazzini Frankenberg dove lavora come commessa la giovane Therese Belivet, dal dolce volto di Rooney Mara (già vista in “Uomini che odiano le donne”).

Presto le due donne si ritroveranno, complice la scusa di un guanto dimenticato, a pranzo insieme in un caffè, sole nel rigido inverno newyorkese.

Contro le rigorose convenzioni dell’epoca, Carol e Therese viaggeranno verso una nuova frontiera a Ovest, metafora di una nuova vita libera.

CAROL, l'eleganza in un filmNell’America delle Guerra Fredda in cui si trovavano a vivere Carol e Therese, l’omosessualità era considerata alla stregua di un disturbo sociopatico della personalità.

Ma Carol, in modo elegante, e soprattutto Therese, con l’entusiasmo dei suoi vent’anni, sapranno sfidare i pregiudizi morali di chi vive loro accanto.

La pellicola, curatissima già a partire dai colori che riprendono fedelmente gli anni ’50, è un crescendo di eleganza, in cui le interpretazioni sono talmente eccezionali da sovrastare perfino l’importanza della trama e della tematica.

Una raffinatissima regia inquadra gli sguardi ammiccanti della ricca borghese Carol, e quelli appena accennati della tremante giovane fotografa Therese, che sogna di esporre i suoi lavori in cui la protagonista assoluta è chiaramente la sua nuova compagna.

CAROL, l'eleganza in un filmTodd Haynes, tornato dopo anni da “Io non sono qui” su Bob Dylan e dopo “Lontano dal paradiso” (2002) in cui narrava l’ostacolato innamoramento tra un donna bianca e un afroamericano, si conferma un regista attento ai particolari, al tema della libertà d’amare, con una ricostruzione delle atmosfere delicata e intrigante.

Il risultato è un melodramma come non se ne vedevano da tempo, che coinvolge il cuore, oltre i falsi moralismi e le apparenze.

Di Luisa Galati

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