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BREXIT E SICUREZZA PER L’INTERA UNIONE EUROPEA

La storia ci suggerisce che l'uscita della Gran Bretagna dalla UE potrebbe significare un aumento della sicurezza per l'intera Unione Europea

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BREXIT E SICUREZZA PER L’INTERA UNIONE EUROPEA

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La storia ci suggerisce che l’uscita della Gran Bretagna dalla UE potrebbe significare un aumento della sicurezza per l’intera Unione Europea

Il popolo inglese ha votato. Nonostante la campagna – consentitemi – basata su vero e proprio intelligence e guerra psicologica messe in atto da più parti, compreso il governo italiano, al fine di convincere gli inglesi a votare contro l’uscita della Gran Bretagna dalla UE, il risultato è ormai noto. Il popolo inglese ha dato al mondo intero l’ennesima dimostrazione di civiltà e di libero arbitrio. Il popolo inglese ha deciso di non seguire i fallimenti di tutti i paesi europei. Il popolo inglese, da oggi, è nuovamente “libero”.

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Ma cosa succederà dal punto di vista prettamente militare? Ovviamente, chi non voleva il Brexit, già paventa un’irrimediabile danno non solo alla difesa inglese, ma addirittura a tutto il blocco NATO.

Personalmente, credo che si verificherà esattamente l’opposto. L’uscita britannica comporterà un aumento del contributo militare che il Regno Unito impiega per la sicurezza europea. Uno dei problemi principali sul dibattito è l’assenza di prove convincenti o precedenti. Nessun Stato ha lasciato l’Unione europea prima, quindi è difficile sapere a priori come il processo si evolverà nei dettagli o quali saranno le conseguenze in ambito militare. Esiste però un precedente storico che potrebbe offrirci alcuni indizi.

uscita della Gran Bretagna dalla UENel 1966, la Francia ha lasciato le strutture di comando militare integrato della NATO, pur rimanendo all’interno dell’alleanza atlantica. Si vociferò che le intenzioni del presidente de Gaulle erano quelle di abbandonare gli alleati a favore della neutralità. Oggi sappiamo con certezza che nulla del genere si è verificato.

De Gaulle, segretamente, intraprese alcuni negoziati con la NATO al fine di delineare e definire i termini della futura cooperazione. E negli anni successivi, mentre la Francia continuava pubblicamente a manifestare la propria indipendenza, in realtà firmava nuovi accordi militari. I dubbi sulla fedeltà della Francia alla causa occidentale, hanno però fatto sì che i politici francesi dovessero impegnarsi particolarmente per contrastare questa immagine. L’azione più immediata, che aveva il chiaro obiettivo di confermare la fedeltà all’alleanza, è stato l’incremento della spesa militare e per la difesa. Il risultato fu raggiunto tanto che, nel 1974, nella dichiarazione di Ottawa, la NATO riconosceva esplicitamente il contributo della Francia alla sicurezza occidentale.

Personalmente, ritengo che non vi sia alcun motivo per cui l’odierna Brexit non possa avere conseguenze simili. Il governo britannico, sensibile a probabili prossime accuse di slealtà, dovrà impegnarsi per dimostrare il contrario e, non da ultimo, per rassicurare gli Stati Uniti. Un primo governo post-Brexit dovrebbe avere come priorità il ribadire l’impegno del paese all’interno della NATO, mantenendo costante o addirittura incrementando la propria spesa per la difesa.

uscita della Gran Bretagna dalla UELibera dalle pressioni politiche imposte dall’ adesione all’UE, per la Gran Bretagna sarebbe ancora più facile collaborare militarmente con i suoi alleati europei. Dopo il Brexit, il governo del Regno Unito non dovrà affrontare le spese imposte per far parte di un “esercito europeo” e incontrerebbe quindi meno ostacoli nel scegliere arbitrariamente di contribuire a missioni militari dell’UE.

Ancora, è nota la difficoltà dell’Unione europea nel rispondere alle crisi di sicurezza, essendo ostacolati dal requisito dell’unanimità, che di fatto rende ogni azione dipendente dal consenso tra gli Stati membri. È del tutto possibile che, senza il Regno Unito, si potrebbero addirittura snellire le procedure e velocizzare le operazioni. Per esempio, si potrebbe immaginare che i restanti membri finalmente istituiscano quelle sedi operative e quartieri generali a cui la Gran Bretagna si è sempre opposta in modo sistematico. In aggiunta, il finanziamento dell’Agenzia europea per la difesa potrebbe, finalmente, raggiungere livelli ragionevoli ora che il persistente veto britannico su tale questione non sarà più un problema.

uscita della Gran Bretagna dalla UEIn definitiva, non vi è alcuna ragione per credere che il Brexit indebolirà sia l’impegno della Gran Bretagna nei confronti dei suoi alleati, sia la loro capacità di operare insieme. Il precedente francese ha già dimostrato il contrario. La necessità per la Gran Bretagna è ora quella di dimostrare la sua lealtà.

Detto questo, bisogna però specificare che la difesa militare rappresenta solo un aspetto della collaborazione di sicurezza dell’UE, ma poiché tale cooperazione è puramente intergovernativa, una proficua collaborazione tra membri e non membri sarà relativamente facile da ottenersi e mantenere.

Questa facilità, forse, non si verificherà in altri settori, in particolare quello del mercato unico, in cui, a causa dell’esistenza di una legislazione a livello UE complessa, la collaborazione post-Brexit potrebbe rilevarsi molto più problematica.

Di Davide Dall’Agata

davdalla@gmail.com

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Massimo Dallaglio

- Giornalista Ordine Nazionale Giornalisti Roma N° 111329 - Laurea in Sociologia Università di Bologna