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“Bad 25” – Film di Spike Lee

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Venerdì sera, nella cornice della Sala Grande del Palazzo del Cinema del Lido di Venezia, è stato proiettato in prima mondiale il film-documentario “Bad 25” di Spike Lee, dedicato al grande artista del pop, Michael Jackson.

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Il lavoro del regista afroamericano ripercorre il dietro le quinte della realizzazione del disco “Bad”, opera del grande cantante scomparso prematuramente all’età di cinquant’anni. Il pubblico ha accolto con vivo entusiasmo la visione del lungometraggio, rievocando così una sorta di “backstage” anche della vita di Jackson.

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Lee stavolta ha voluto ricordare l’uomo, l’artista, il talento, restituendo un’immagine diversa del celeberrimo cantante americano.

Per l’occasione la sala è stata teatro della premiazione del regista con il “Jaeger LeCoultre Glory to film maker award”. Il film, il cui titolo allude al jacksoniano album “Bad” a 25 anni dall’uscita, ripercorre la realizzazione di ogni singolo e arriva dritto alla memoria dei fan. Rappresenta insomma l’abbraccio ideale di Lee a M. Jackson, grazie ad una pellicola commovente ed inedita, che tocca nell’intimo i ricordi dello spettatore.

Racconta il regista: ”Oggi è un giorno speciale, proprio oggi uscì l’album. Era infatti il 31 agosto 1987. Michael festeggiava il suo compleanno due giorni prima”. Continua Lee: ”Volevano che mi concentrassi solo sulla musica e sul genio musicale di Michael. E così abbiamo fatto. Quel che non sapevamo però erano il sangue, il sudore e le lacrime dietro a tutto questo.

La realizzazione di questo film mi ha permesso di arrivarci attraverso la voce, i ricordi e i racconti dei suoi collaboratori. Michael non era mai soddisfatto di quel che otteneva, voleva sempre andare oltre. Il completo accesso alle sue cose personali ci ha permesso di vedere cose inedite tra cui video e appunti in cui scriveva cose come ”Studiare i grandi per diventare grandi noi stessi”. Cosa significa Michael Jackson per me è tutto incorporato in questo documentario”.

Il regista ammette: ”Bad25 è una lettera d’amore”. Il film in effetti è molto più d’un’opera celebrativa per il terzo album del “re del pop”, prodotto da Quincy Jones, di cui ben nove delle undici tracce scritte da Jackson. Fu al numero uno delle classifiche di tutto il mondo ed entrò a buon diritto nella storia della discografia grazie a 5 singoli consecutivi al top delle classifiche vendendo oltre 45 milioni di dischi.

Il “Bad World Tour” fu il primo tour di concerti come solista per Michael. Con 123 concerti per 4,4 milioni di fans in 16 mesi, entrò nel Guinness World Record per il più grande tour campione d’incassi della storia, il tour dal pubblico più numeroso e per più shows sold out al Wembley Stadium . Ricorda ancora commosso Spike Lee: “Quando M.J. morì ero a Cannes, mi chiamò l’agente ma sul momento non ci credetti, come molte persone intervistate nel mio documentario. Mi sintonizzai allora sulla CNN e vidi l’annuncio della morte che veniva dato dal fratello di Michael. Tornato a New York, non sto mentendo, mi ha sorpreso la profondità del sentimento. Guardai il mio Ipod, avevo soltanto un album. Così andai a comprare ogni suo disco. Volevo qualunque cosa fatta da Michael. E da quel giorno, per ogni giorno, ho ascoltato la sua musica”. “I’m bad” cantava Jackson, anche se dopo 25 anni suona come un giocoso invito a riconoscere la sua bontà e il suo essere eccezionale.

Di Luisa Galati

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Massimo Dallaglio

- Giornalista Ordine Nazionale Giornalisti Roma N° 111329 - Laurea in Sociologia Università di Bologna