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A Venaria Reale trionfa l’art nouveau

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A Venaria Reale trionfa l’art nouveau

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Venaria Reale a Torino è il cuore “reale” della città. All’interno della Reggia di Venaria Reale, oltre alla bellezza e allo sfarzo delle gigantesche sale, alla storia della nascita ed espansione della città di Torino, e ad una moderna vita digitale dei personaggi di corte, dagli chef alle dame, scandita da schermi che ne alternano i racconti, nelle Sale dei Paggi, è presente la mostra: “Art Nouveau. Il trionfo della bellezza”.  

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La sezione è curata da Katy Spurrell e prodotta e organizzata dal Consorzio delle Residenze Reali Sabaude con Arthemisia.

L’allestimento si divide in cinque sezioni, la mostra presenta 200 opere, in forma di manifesti, locandine, sculture, mobili d’epoca, filmati. Nelle sale scorrono le tematiche da cui è partito il movimento che per la prima volta ha saputo trasformato l’arte in design di interni.

A Venaria Reale trionfa l'art nouveau  Il movimento artistico e filosofico si originò dall’estetismo anglosassone delle Arts and Crafts, che aveva anteposto la libera creazione dell’artigiano come unica alternativa alla meccanizzazione e alla produzione in serie di oggetti di dubbio valore estetico.

L’Art Nouveau aprì così la strada al moderno design e all’architettura moderna. Un punto cruciale per la diffusione di quest’arte fu l’Esposizione Universale svoltasi a Parigi nel 1900, anno in cui il nuovo stile trionfò in ogni campo.

Concepita come arte totale, il Modern Style diventa Tiffany negli Stati Uniti, Jugendstil in Germania, Sezession in Austria, Nieuwe Kunst nei Paesi Bassi, Liberty in Italia, Modernismo in Spagna e s’impone nelle teorie in Inghilterra, passa sotto il nome di Art Nouveau in Francia.

Qui prende il nome dal negozio L’Art Nouveau Bing, aperto nel 1895 dal commerciante d’arte Siegfrid “Samuel” Bing.

A Venaria Reale trionfa l'art nouveau

 Proprio a Torino fu presentata nel 1902 con l’Esposizione Internazionale di Arte Decorativa Moderna e diede il via al Liberty in Italia.

Torino è disseminata di opere d’architettura liberty, che ne incarnano lo spirito nelle sue linee eleganti.

In Italia il termine Liberty invece trae origine dal nome dei magazzini londinesi fondati nel 1875 da Arthur Lasenby Liberty. “Bing era un commerciante e voleva creare appunto un’arte nuova ” ha spiegato la curatrice Katy Spurrellvoleva dire basta alle vecchie regole dell’800 dominate dallo storicismo e voleva creare un’arte che rispecchiasse l’attualità”. 

Si tratta di una completa rottura con l’epoca precedente; la nuova forma d’arte risponde alla dinamicità delle città e all’industrializzazione.

Linee sinuose e femminili, natura e bellezza trionfano nella fresca art nouveau. 

Il ritorno alla natura e alla sua perfezione, all’eleganza delle forme della donna, sono frutto di una visione del mondo come fenomeno creativo eterno e naturale, che continua a rigenerarsi.  

Nei circoli artistici si diffuse un vivo interesse per la teosofia, dottrina che basa la cognizione dei poteri spirituali occulti su uno studio comparativo dei sistemi religiosi del mondo. 

Tra i seguaci delle dottrine occultiste incontriamo il celebre artista ceco Alfons Mucha e gli artisti Simbolisti del gruppo “Sursum”.

Con le scienze esoteriche e le sedute spiritiche avveniva la ricerca dei misteri dell’esistenza. In questo nuovo contesto culturale, nacque anche un senso dell’indipendenza e dell’emancipazione femminile.

Emerge una femminilità al di fuori dei canoni incarnata in primis dalla diva Sarah Bernhardt , rappresentata nella nuova immagine della “femme fatale”. 

Le immagini venivano proiettate su rappresentazioni idealizzate di cantanti d’opera e artiste dell’epoca, rese come delle eroine.

Il potere del femminile e della sua carica legata alla natura e all’erotismo sboccia con raffinatezza nei colori che ammantano le sale espositive.

Raccontano di anni eclettici e creativi, pervasi da una forma d’arte che ancora oggi racconta la rottura con l’automazione ,  che valorizza ciò che non è artefatto, ma ricalca il ciclo naturale della vita.

Info:  http://www.lavenaria.it

Luisa Galati

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luindi

Giornalista pubblicista, laureata in filosofia. Sempre a caccia di novità nel campo dell'attualità, dell 'arte e soprattutto in ambito cinematografico..