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le PMI non sanno comunicare

E' il titolo del prossimo libro di Marco Forconi: provocazione o realtà?



Marco Forconi - le PMI non sanno comunicare

Secondo Marco forconi, autore del libro “le PMI non sanno comunicare“, di prossima uscita, La maggioranza delle piccole medie imprese italiane non cura in modo corretto e/o organizzato e/o pianificato la propria comunicazione.

Il libro uscirà nel 2018, ma sarà rilasciata una cospicua anteprima gratuita il 23 Novembre sulla pagina https://libro.marcoforconi.com/



Marco Forconi è un consulente aziendale e esperto di marketing da molti anni, un professionista conosciuto nell’ambiente soprattutto per la sua tendenza a proporre soluzioni senza “fumo”, ma che vadano direttamente all’analisi degli eventuali problemi cercando di porvi rimedio.

Conosco personalmente Marco perché collaboriamo su vari progetti editoriali ed egli è, a sua volta, uno dei contributori alla redazione di questa testata.

Marco, come mai hai scelto questo titolo?

Perché credo esattamente sia la sintesi dei concetti che descrivo nel libro.

Chiarisco da subito che non mi fa affatto piacere dover dire cose del genere, perché credo fortemente che la imprenditoria italiana sia tra le migliori del mondo, anche e soprattutto quando si tratta di doversi “ingegnare”, ma questa genialità e creatività troppo spesso non vengono al digitale e soprattutto nel mondo della comunicazione.

Non credi sia un errore generalizzare?

Purtroppo no, dato che c’è un solco profondo tra le realtà che utilizzano la comunicazione in modo corretto e quelli che non lo fanno.

Da questo punto di vista, le PMI, essendo la vera e propria spina dorsale della produttività italiana,dovrebbero necessariamente essere sempre all’avanguardia e lavorare incessantemente per migliorare i livelli di comunicazione verso l’esterno, cosa che, purtroppo, accade in una netta minoranza dei casi.

La percentuale la lascio scegliere a te, perché, come dico nel libro, non sono un “tecnico” e non amo far parlare i numeri: dobbiamo capire che i numeri sono importanti ma le parole lo sono altrettanto, mentre invece troppo spesso mi trovo a parlare con aziende che antepongono il fatturato come presentazione personale o, peggio ancora, come una rappresentazione certificata del loro brand.

Queste aziende non si rendono conto, a volte inconsapevolmente, che stanno creando un divario tra la missione dell’azienda stessa e l’interlocutore più importante: il pubblico.

Le nuove tecnologie pongono nuove sfide e nuovi traguardi che non possono essere più messi da parte o affrontati con sufficienza e superficialità, perché ciò che non viene correttamente comunicato oggi, diventerà l’accezione negativa nei confronti dell’azienda nel prossimo futuro.

Insomma, volendola dire con un detto popolare, anche in questo caso è sicuramente meglio prevenire che curare

Quindi il libro è una disamina degli errori che fanno le aziende italiane nella comunicazione?

Anche, ma non solo.
Come specifico nel sottotitolo si tratta di un piccolo manuale dedicato esplicitamente a quelle aziende che fino ad oggi non hanno curato in modo adeguato la propria comunicazione, facendo esempi pratici e indicando, altrettanto semplicemente, i possibili rimedi.

Ci sono aziende che fatturano milioni di euro ogni anno, che sono virtuose nella gestione aziendale interna, che incentivano il proprio personale e via dicendo, ma quando si tocca il capitolo della comunicazione tutto frana miseramente.

on posso certo fare degli esempi qui ma conosco aziende ad esempio, nel settore food, le quali rappresentano sicure eccellenze con una avviata introduzione su alcuni mercati internazionali, che hanno fruttato loro anche apparizioni sulle reti televisive  primarie.

Tutto questo per…implodere in un nulla di fatto colossale !!

Perchè?

Perché queste aziende non erano pronte dal punto di vista mediatico e comunicativo quando l’onda delle interviste è arrivata, aspetto che, da solo, può portare le visite su un canale Web da poche centinaia a qualche milione in una settimana.

Ma anche senza voler andare a toccare aziende che abbiano avuto una rilevanza internazionale, c’è ancora troppa poca attenzione alla comunicazione, inclusa quella interna.

Cosa intendi con comunicazione interna?

Oggi un’azienda deve innanzitutto comunicare all’interno dell’azienda stessa, è impensabile immaginare aziende in cui la comunicazione viene “calata dall’alto”, come accadeva in passato.

Oggi il dipendente è una figura completamente diversa, più evoluta, più istruita, più inserita nel tessuto sociale e, grazie alle nuove tecnologie, in qualche modo inclusa nell’universo dei social network.

Qualunque imprenditore conosce bene la potenza del passaparola e ancora di più sa che il passa parola generato da persone credibili e competenti e 1000 volte più efficace, salvo poi non utilizzare i propri dipendenti a tale scopo, facendoli diventare dei veri propri amplificatori della “voce aziendale”.

Ti faccio un esempio: immaginiamo che io lavori per una fabbrica che produce condizionatori.

Con le persone che mi conoscono parlo bene della mia azienda e dei miei prodotti eccetera eccetera, sui social intervengo dove si parla di questo argomento etc..

Nel momento in cui le persone che mi conoscono (sia personalmente che online) acessero bisogno di un condizionatore, secondo te a chi si rivolgeranno per primi per avere consigli e suggerimenti sull’acquisto?

La risposta è ovvia, ma sembra che gli imprenditori ancora non l’abbiano capita, e quindi continuano a spendere ingenti somme in campagne pubblicitarie, di cui molto spesso non si riesce a misurare l’effettiva efficacia e il ritorno, piuttosto che investire in una comunicazione interna che renda partecipi, innanzitutto, i propri dipendenti, facendoli diventare veri e propri “partner” della missione aziendale.

So che quello che appena detto è una estrema semplificazione, ma è uno dei passaggi che spiego nel libro e che, secondo me, ha una rilevanza strategica elevatissima, porta risultati concreti e soprattutto non costa niente, o quasi!!!

Sito Web e Social network eccetera.. sono diventati indispensabili per le aziende?

Questa è una domanda troppo complessa per poter avere una sola risposta, anche perchè dovremmo aggiungere Email Marketing, Video Marketing, etc..etc…

Tuttavia potrei risponderti di sì per quanto riguarda il sito Web, perché in qualche modo è la “firma” che l’azienda porta su Internet, rafforzando quindi la brand (argomento di cui parlo diffusamente all’interno del libro)

Allo stesso modo ogni azienda avrà bisogno di un sito Web specifico in base alle proprie esigenze, ma che soprattutto vada incontro alle esigenze dell’utente, perché, come dico ormai da 10 anni, le aziende devono capire che il sito Web si crea per i visitatori ….non per chi ne paga la realizzazione!

Per quanto riguarda i social network, di cui ovviamente parlo nel libro, facendo anche esempi celebri di situazioni errate paradossali accadute ad aziende molto note, vale sempre la solita valutazione, ovvero usare il buon senso.

Di sicuro posso dirti una cosa : essere sui social network non vuol dire essere su tutti i social network, ma solo ed esclusivamente su quelli che si ritengono necessari per diffondere il proprio messaggio che, a sua volta, dovrà essere adeguato a riceverlo.

Postare su Facebook© le circolari interne dell’azienda o il comunicato stampa per annunciare l’uscita del nuovo prodotto è il miglior modo per non essere seguiti da nessuno…. ma purtroppo, spesso, è quello che accade.

Questo anche perché, tornando al problema iniziale, ancora troppe PMI vedono la comunicazione, specialmente quella sul digitale, come un qualcosa che “va fatto, ma non è poi così importante…”, pertanto non si assegna mai le necessarie risorse ai professionisti del settore eventualmente selezionati per seguire il progetto di comunicazione stesso.

Nel libro parlo anche di un aspetto che io ritengo assolutamente fondamentale e non rinviabile per le aziende che non vorranno subire un contraccolpo estremamente negativo nei prossimi anni: la formazione del personale interno.

Unitamente alla comunicazione di andare interna di cui ho parlato poco prima, secondo me è fondamentale che le PMI comincino a pensare di avere un professionista esterno che faccia da “coordinatore” a potenziali talenti rilevabili all’interno dell’azienda.

L’anno comunicazione così generata risulta sempre più genuina e di impatto, e viene utilizzata già oggi con successo da brand famosi

Basti pensare alla ditta di divani che ,dopo aver utilizzato in fase iniziale una nota attrice come testimonial, adesso utilizza come attori i tappezzieri dipendenti dell’azienda stessa

Se le PMI avranno il coraggio e la volontà di aprirsi a questo nuovo modo di comunicare, non c’è dubbio che i risultati non tarderanno ad arrivare e, al contrario della pubblicità, parliamo di risultanze che sono durature nel tempo

Quando esce il tuo libro?

La data ancora non è fissata ma credo sia ipotizzabile attorno a Febbraio 2018.

Ho voluto prendere del tempo aggiuntivo per revisionare la stesura, ma soprattutto per lanciare una anteprima gratuita dei primi due capitoli per poter ricevere eventuali feedback e agire su eventuali modifiche di conseguenza.

L’anteprima gratuita sarà inviata il 23 Novembre 2017 alle prime 500 persone che si iscriveranno su questa pagina https://libro.marcoforconi.com/

Tanto per essere chiari, e per concludere, anche questa è una tecnica che cito nel libro, ovvero quella dell’ascolto attivo, su cui torno spesso, perché sono profondamente convinto che lo scambio e la critica costruttiva siano le colonne fondanti di qualsiasi attività di successo.

Come mai proprio il 23 Novembre?

Nessun mistero, è la data del mio compleanno e ho pensato di legare due momenti per me importanti!

Allora auguri Marco, per entrambe le cose!

Grazie a te Massimo, sia per gli auguri che per questa bella intervista.

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Massimo Dallaglio

– Giornalista Ordine Nazionale Giornalisti Roma N° 111329
– Laurea in Sociologia Università di Bologna