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Gli alieni hanno creato il genere umano: secondo Mauro Biglino è tutto nella Bibbia



Gli alieni hanno creato il genere umano: secondo Mauro Biglino è tutto nella Bibbia

Se è vero quel che sosteneva Bertrand Russell, che ogni nuova idea ai suoi inizi è blasfema, non viene in mente nessuno nel panorama editoriale italiano a cui questa frase sembri cucita addosso così bene quanto al blasfemo Mauro Biglino.

Chi è. Torinese, classe 1950, Mauro Biglino è il più recente fra i sostenitori della ‘teoria degli antichi astronauti’. Negli ultimi sette anni con i suoi libri (pubblicati prima da Uno Editori e più recentemente anche da Mondadori) si è meticolosamente dedicato a demolire ogni più cementata nozione sulla Bibbia, mettendo a soqquadro le compassate stanze della teologia, indignando i benpensanti e ricevendo in risposta una gragnola di insulti e minacce.

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Biglino infatti è l’uomo che teorizza che i libri dell’Antico Testamento (ma le sue indagini si estendono anche ai Vangeli e persino ai poemi omerici) non siano in realtà dei testi sacri ispirati da Dio e che la loro millenaria lettura teologica si basi su un’abile manipolazione voluta dalle gerarchie religiose per conservare il potere.

Quei libri sarebbero invece la cronaca di un’ancestrale discesa sulla Terra di alieni che avrebbero creato il genere umano: quelli che in ebraico sono identificati come gli Elohim, ossia gli ‘Dei’. Questo termine, al plurale nel testo della Bibbia, è tradotto tradizionalmente dalla filologia biblica accademica al singolare, ma per Biglino, fautore di una traduzione letterale dei testi che sono alla base dei monoteismi, va inteso, concretamente, al plurale. E questo non è che uno dei molti esempi di capovolgimenti di senso proposti dall’autore nei suoi studi (il suo blog, aggiornato con le ultime novità, anche editoriali, che lo riguardano, è: www.maurobiglino.it).

Gli alieni hanno creato il genere umano secondo Mauro Biglino è tutto nella BibbiaSe tutto ciò vi sembra inaccettabile anche solo come ipotesi fantascientifica, sedetevi: Biglino sostiene di poterlo dimostrare con gli strumenti della filologia e della critica testuale. Saggista puntiglioso, oratore brillante, le sue conferenze sono affollate da centinaia di persone.

Raccontano dalla Mondadori che il cantautore Giuliano Sangiorgi ha confessato di comporre i pezzi dei Negramaro guardando i video di YouTube delle sue conferenze (una ricerca di video con ‘Biglino’ produce 47.200 risultati, mentre su Google la ricerca ‘Mauro Biglino’ ne dà ben 345mila). Entrati in qualunque libreria è pressoché impossibile non imbattersi nei suoi bestseller (I principali, per Uno Editori: Il libro che cambierà per sempre le nostre idee sulla Bibbia, Il Dio alieno della Bibbia, Non c’è creazione nella Bibbia, La Bibbia non è un libro sacro; per Mondadori: La Bibbia non parla di Dio e il suo ultimo lavoro Il Falso Testamento).

E anche all’estero iniziano ad accorgersi di lui: sono già diverse le traduzioni in altre lingue dei suoi libri, dal francese al tedesco, dall’olandese al ceco, dal croato al lettone. La più recente è in portoghese e potrebbe essere in lavorazione quella americana.

Nonostante i moltissimi detrattori e le minacce, anche di morte, che ha ricevuto, Biglino ha trovato un insperato appoggio in alcuni docenti e ricercatori universitari di diverse discipline e “qualche esponente della gerarchia ecclesiastica ― si spinge a confidare ― in privato ha ammesso di concordare con le mie traduzioni”.

Gli alieni hanno creato il genere umano secondo Mauro Biglino è tutto nella Bibbia

Francesco Gerardi ha intervistato Mauro Biglino, il teorico degli Ufo nella Bibbia

Biglino, è più coraggioso o masochista?

“Direi appassionato. Non potrei altrimenti continuare a questi ritmi e con tutto quello che mi si è scatenato intorno negli ultimi anni. Non ho più vita privata. Regalo i miei sabati e domeniche alla gente parlando gratis in tutta Italia”.

Facciamo un passo indietro: quali sono le sue credenziali?

“Ho lavorato come traduttore dall’ebraico per le Edizioni San Paolo, per cui ho eseguito la traduzione interlineare di 17 libri dal testo masoretico della Bibbia. L’università di Napoli L’Orientale indica uno di quei volumi come testo di riferimento. Ma da quando ho iniziato a pubblicare i miei di libri, il rapporto di collaborazione è cessato”.

Non stentiamo a crederci. La sua tesi che nella Bibbia non si parli di Dio poggia intanto su una constatazione: che la Bibbia non è un testo monolitico. Ogni tradizione religiosa fa riferimento a una versione leggermente differente.

“Esatto. Il processo con cui si è arrivati alle versioni attuali della Bibbia è frutto di scelte umane e arbitrarie. I termini ebraici, anche per il fatto di essere trascritti senza vocali, sono soggetti a una molteplicità di significati. Allora non si capisce perché di qualunque testo la filologia prenda innanzitutto in considerazione l’interpretazione letterale, mentre per la sola Bibbia si prendano per buone solo le interpretazioni più forzate e incoerenti”.

Esempi?

“Tanti. Uno di quelli classici: Elohim viene tradotto con ‘Dio’, ma in realtà è un plurale. Oppure: nella Genesi si parla di tselem, che tradizionalmente viene tradotto con ‘immagine’ (quella di Dio a somiglianza della quale è creato l’uomo, Ndr) ma in realtà è un vocabolo ben più concreto che rimanda a qualcosa di ‘tagliato fuori, estratto’: proprio come il DNA…”.

Dopo i libri con la Uno Editori è uscito ala fine del 2016 il suo secondo lavoro con Mondadori: ‘Il Falso Testamento’. Di che parla?

“In questo libro continuo l’analisi parallela tra la Bibbia e i testi della grecità classica. Nel primo libro con Mondadori avevo esaminato gli aspetti fisio-anatomici, in questo secondo mi concentro sia sulla tecnologia degli Elohim e degli Theòi (gli dei) greci, citando anche studi delle facoltà di ingegneria di università greche, sia su alcuni aspetti medici”.

In questi anni ha conquistato un largo seguito. La stupisce?

“Beh, ancora mi ci devo abituare del tutto. Ma provo a fare la vita di prima. La gente mi scrive che ha iniziato a leggere la Bibbia che aveva in casa soltanto dopo aver conosciuto i miei libri. È una bella spinta”.

E la storia delle minacce di morte?

“Sì, è vera. In un’associazione che mi aveva invitato a parlare è stata recapitata una busta con un proiettile. Le questure di Milano e Torino si sono occupate della cosa e un carabiniere mi ha detto di non esitare a chiamarli, perché sto facendo un lavoro pericoloso. Che dire, io vado avanti sereno, ho imparato a superare la rabbia nei confronti di chi cerca di attaccarmi personalmente, non potendolo sul piano dei contenuti”.

di Francesco Gerardi

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Massimo Dallaglio

- Giornalista Ordine Nazionale Giornalisti Roma N° 111329 - Laurea in Sociologia Università di Bologna